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Introduzione

 

L'Istituto Storico della Resistenza
e dell'età Contemporanea della
Provincia di Vicenza "Ettore Gallo"

 

 

Vi danno il Benvenuto

 

 

Il sito “Dal rifugio all’inganno” è parte integrante del progetto di ricerca sull’internamento di ebrei in Provincia di Vicenza.

L’Associazione LunaNuova ha cominciato a lavorarci nei primi mesi del 2004. A seguito della consultazione di alcune pubblicazioni essenziali come Il libro della memoria di Liliana Picciotto e Il rifugio precario di Klaus Voigt e del lavoro di consultazione dei documenti presso l’Archivio di Stato di Roma, l’Archivio di Stato di Vicenza, l’Archivio del CDEC e  alcuni Archivi Comunali tra cui quello di Tonezza del Cimone, tutto il materiale è stato organizzato, catalogato e suddiviso in modo tale da poter essere fruito da ricercatori, insegnanti e da tutti i cittadini interessati all’argomento.

Inoltre, nell’anno scolastico 2005-2006, le classi medie 3^C e 3^D dell’Istituto Comprensivo di Castelgomberto, guidate dalle prof.sse Presta e Rizzo, hanno partecipato ad un percorso didattico pensato a partire dalla lettura e dall’interpretazione dei documenti relativi agli ebrei internati nel campo di concentramento di Tonezza del Cimone.

LA MOSTRA

Il primo risultato della ricerca è stata la mostra fotografico-documentaria “Dal rifugio all’inganno. Storie di ebrei internati in Provincia di Vicenza”. La mostra ha carattere itinerante e nell’intenzione dovrebbe arrivare in tutti quei luoghi toccati dalle vicende degli anni Quaranta, ma anche in tutti quei luoghi che si occupano di educazione, divulgazione, recupero della memoria.

         La mostra ricostruisce le storie degli ebrei costretti al cosiddetto “internamento o domicilio coatto” nei Comuni e quelle degli ebrei  detenuti nel Campo di Concentramento Provinciale di Tonezza del Cimone.

         L’intento è quello di unire la storia locale, le memorie delle persone che hanno vissuto le vicende narrate e che spesso hanno messo a rischio la propria vita per salvare gli ebrei dal piano di sterminio nazi-fascista, come nel caso di Don Michele Carlotto, a cui è dedicata la mostra, con la storia universale, gli anni della Seconda Guerra Mondiale, i difficili momenti del dopo 8 settembre, l’invasione tedesca e le deportazioni degli ebrei dall’Italia.

         Il visitatore può seguire il cammino difficile di chi, perseguitato in tutta Europa, negli anni tra il 1941 e il 1943, raggiunse l’Italia nella speranza di poter trovare un rifugio dall’odio, dalla barbarie, dalla condanna senz’appello dichiarata dai fascismi agli ebrei e a tutte le “categorie” ritenute inferiori.

         L’illusione si trasformò nella tragedia di tutte quelle famiglie e persone che dovettero presto rendersi conto che l’apparato discriminatorio e razzista dell’Italia sarebbe passato dalla persecuzione dei diritti alla persecuzione delle vite. Fu così che, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, nell’Italia settentrionale furono creati nuovi campi di concentramento per internare quegli ebrei che finirono piombati sui treni verso Auschwitz. Tra quei campi, c’era la Colonia Umberto I di Tonezza del Cimone dove furono tenute prigioniere 45 persone dal destino segnato: caricate sul convoglio n° 6 del 30 gennaio 1944 furono portate ad Auschwitz senza fare più ritorno.

         La mostra però vuole anche soffermarsi sugli oltre 600 ebrei, internati in quasi 30 comuni della Provincia di Vicenza, che riuscirono a fuggire dall’internamento coatto, dandosi alla clandestinità, cercando riparo in Svizzera o nel sud d’Italia liberato dagli alleati o spesso nascosti grazie alla pericolosa scelta dei vicentini di ospitarli nelle proprie case. Senza essere eroi, come ricorda lo stesso Don Michele Carlotto, che ha scritto: “Facevo solo quello che mi suggeriva la mia coscienza”.

         Ciò che ha ispirato la mostra è questo lavoro della memoria che si pone in ascolto delle memorie, questo stare sui confini di un’umanità dispersa che s’aggrappa alla vita, questo non voler lasciare, nel tempo, che il silenzio diventi oblio.

         Contro il processo di spersonalizzazione voluto dal nazi-fascismo, la mostra vuole riconsegnare dignità ai perseguitati a partire dal pronunciamento del loro nome e dal racconto delle loro storie.

         Contro la stigmatizzazione del diverso, delle minoranze, di chi “viaggia in direzione ostinata e contraria”, la mostra vuole parlare al presente ed essere, una volta in più, indicazione per le nuove generazioni affinché sappiano che “si può sempre dire un sì o un no”, che si può essere cittadini sulla strada dei diritti dell’uomo, rigettando il pregiudizio, la creazione del nemico, l’odio, la violenza.

IL SITO

 

Nello stesso periodo in cui la mostra veniva inaugurata a Castelgomberto e aperta al pubblico a Palazzo Barbaran, ci fu un incontro fruttuoso tra uno dei curatori della mostra, il prof. Antonio Spinelli, e il ricercatore Paolo Tagini. L’Associazione e Tagini avevano lavorato per lungo tempo alla stessa ricerca senza sapere nulla l’una dell’altro. L’incontro ha permesso di confrontare i risultati dei rispettivi lavori, di affinare e rendere più omogenea la ricerca arrivando a determinare con più precisione il numero degli internati, le loro biografie, l’internamento nel campo di Tonezza e molti altri particolari.

 

Nel frattempo Paolo Tagini ha lavorato affinché la sua ricerca, confluita nella sua tesi di laurea in Storia Contemporanea, poi premiata il 10 giugno 2006 con il Premio Biennale Accademia Olimpica 2005, potesse essere pubblicata in accordo con l’Istituto Storico della Resistenza di Vicenza. Il libro “Le poche cose. Gli ebrei internati in Provincia di Vicenza (1941-1945)” è di prossima pubblicazione.

 

L’incontro e lo scambio tra l’Associazione LunaNuova, Paolo Tagini e l’Istituto Storico della Resistenza ha dato impulso ad una nuova serie di progetti e iniziative che vedranno la luce nei prossimi mesi.

 

Il primo di questi progetti, già preventivato dall’Associazione, ha riguardato la creazione di questo sito. L’idea, sviluppata dai prof. Antonio Spinelli e Claudio Daniele, è quella di proseguire idealmente il lavoro che ha dato vita alla mostra, arricchendolo con una serie di particolari e nuove storie che sono state scoperte o raccolte negli ultimi mesi.

Il lavoro di creazione del sito, di studio degli aspetti tecnici, di sistemazione del materiale, di cura degli aspetti grafici e di posta in essere del sito stesso è dovuto al prof. Claudio Daniele, insegnante di Italiano, Storia e Geografia all’Istituto Comprensivo di Castelgomberto.

Il sito offre la possibilità non solo di fare una visita virtuale della mostra, ma di navigare in altre sezioni che vogliono essere un punto di riferimento nel cammino di scoperta della poco conosciuta storia di internamento in Provincia di Vicenza. Dalle biografie degli ebrei internati nei diversi comuni all’approfondimento sul campo di Concentramento di Tonezza del Cimone, dalle storie dei “Giusti” che hanno salvato vite nel vicentino alla sezione didattica, il sito offre il più ampio panorama storico-educativo esistente su questo argomento.

Va segnalata la sezione dedicata ad un aspetto quasi del tutto inedito sia a livello provinciale sia a quello nazionale: la storia di tutti quegli ebrei che, dopo l’8 settembre, fuggirono verso il sud Italia e si ritrovarono fortunosamente davanti alla possibilità di lasciare un’Europa dilaniata dall’odio e dalla guerra per raggiungere gli Stati Uniti, per espresso volere di Franklin Delano Roosevelt che approntò un piano di salvezza per circa 1000 rifugiati, i quali, salpati da Napoli il 17 luglio del 1944, raggiunsero il campo profughi di Fort Ontario (Oswego, New York) e da lì una nuova vita.

 

 

COSA POTETE FARE PER NOI

 

Il sito non intende essere solo uno strumento di divulgazione, ma soprattutto un modo per mettere in contatto tutte le persone che hanno dei ricordi degli anni che vanno dal 1941 al 1945, che all’epoca dei fatti hanno vissuto quelle circostanze, che hanno incontrato anche se per poco gli internati, che conservano lettere, foto e altro materiale che potrebbe gettare nuova luce sulle storie che qui raccogliamo. La nostra speranza è che i cittadini vicentini ci contattino per portare testimonianze, racconti, documenti sugli ebrei che per alcuni anni hanno “abitato” nei loro stessi paesi.

Da ciò si evince l’estrema importanza di tutti coloro che non solo leggeranno le notizie riportate nel sito, ma che ci scriveranno per aggiungere qualcosa e far conoscere ciò che ancora ci sfugge.

 

Per contatti

Informazioni e comunicazioni varie: info@dalrifugioallinganno.it

Per storie, testimonianze, materiali: storie@dalrifugioall'inganno.it

 

 

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