I seguenti elenchi di ebrei internati in provincia di Treviso, divisi per comuni, sono tratti dal libro di Daniele Ceschin, In fuga da Hitler. Gli ebrei stranieri internati nel trevigiano (1941-1943), ISTRESCO, Treviso 2008, pag. 62-122 e vengono pubblicati su questo sito per gentile concessione del Direttore dell’ISTRESCO Amerigo Manesso.
Per le pubblicazioni dell’ISTRESCO si veda il sito http://www.istresco.org/pagine/frame-novita.htm.
Gli ebrei stranieri schedati sono complessivamente 356, divisi per comune di internamento. Nei casi di trasferimento di residenza, gli internati sono schedati nel comune dove hanno trascorso un periodo più lungo: Asolo (80), Castelfranco Veneto (20), Castello di Godego (3), Cavaso del Tomba (7), Cison di Valmarino (30), Crespano del Grappa (26), Follina (13), Istrana (2), Loria (6), Mareno di Piave (45), Montebelluna (9), Oderzo (12), Possagno (21), Tarzo (11), Treviso (38), Valdobbiadene (30), Zero Branco (3).
Asolo
Blanka Alkalay, di Mordechai e Ester Maestro, nata a Fojnica (Bosnia) il 14 marzo 1893, coniugata con Zadik Konforty. Arriva in Italia il 14 febbraio 1942 proveniente da Travnik (Bosnia) e viene internata ad Asolo dove risiede il figlio Josef. Subito dopo l’armistizio fa parte del gruppo di 18 persone, guidato dal figlio Josef Konforty e dal consuocero Ziga Neumann, che parte da Asolo diretto verso l’Italia meridionale. Gli ebrei raggiungono Bellaria e rimangono nascosti fino al settembre 1944 tra la Romagna e il Montefeltro. Blanka raggiungerà poi la Palestina assieme alla sua famiglia.
Adele Bloch, di Jacob, nata a Vienna il 9 novembre 1898, coniugata con Richard Gutmann. Viene internata ad Asolo assieme alla figlia Renate. Nel novembre 1941 viene raggiunta dal marito.
Enrico Bretler, di Giuseppe e Carla Zivzcher, nato a Sarajevo il 24 febbraio 1928. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato ad Asolo assieme ai genitori e alla sorella Lea.
Josif Bretler, di Enrico e Sofia Entner, nato a Sarajevo l’11 marzo 1895, coniugato con Carla Zivzcher. Professione: tipografo. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato ad Asolo assieme alla moglie e ai due figli Lea ed Enrico.
Lea Bretler, di Giuseppe e Carla Zivzcher, nata a Sarajevo il 17 giugno 1923. Professione: studentessa. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internata ad Asolo assieme ai genitori e al fratello Enrico.
Nada Blau, di Adolf e Frida Spitzer, nata a Zagabria il 13 settembre 1918, coniugata con Mirko Hirschl. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato ad Asolo assieme al marito. Subito dopo l’armistizio raggiunge Adria con altri otto ebrei per incontrare alcuni parenti e si unisce poi al gruppo di altre 18 persone guidato da Ziga Neumann e Josef Konforty. Tutti assieme arrivano a Bellaria e rimangono nascosti fino al settembre 1944 tra la Romagna e il Montefeltro grazie all’aiuto di persone del luogo.
Venezia Calderon, di David e Flora Baruk, nata a Travnik (Bosnia) il 21 dicembre 1910, coniugata con Isidoro Sumbulovich. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internata per pochi giorni a Maser e poi ad Asolo assieme al marito e alla figlia Grazia.
Lucia Davidovic, di Milan e Irene Schmiet, nata a Pozega (Serbia) il 3 agosto 1905, coniugata con Zvenko Hirschl. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internata ad Asolo assieme al marito e ai figli Milan e Lea.
Irma Elias, di Ignac e Jenna Stein, nata a Da rovo (Croazia) il 25 gennaio 1883, vedova Krauss. Arriva in Italia il 26 luglio 1941 proveniente da Zagabria. Viene confinata ad Asolo nell’ottobre 1942, mentre suo figlio Alfred Krauss risulta internato nel campo di Rab.
Livia Engel, di Emanuel e Margarete Berger, nata a Vinkovci (Croazia) il 12 marzo 1913, coniugata con Rudolf Weinberger. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato ad Asolo assieme al marito e al figlio Vladimir.
Hans Engel, di Emanuel e Margarete Berger, nato a Vinkovci (Croazia) il 26 febbraio 1919. In Italia dal 1937, nel settembre 1942 raggiunge la sorella Livia internata ad Asolo.
Isidoro Fussmann, di Jakov e Rosa Nistreich, nato a Bardiow il 22 giugno 1887, coniugato con Vinka Koch. Professione: gioielliere. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato per pochi giorni a Maser e poi ad Asolo assieme alla moglie e alla figlia Johanna.
Johanna Fussmann, di Isidoro e Vinka Koch, nata a Zagabria il 20 luglio 1920. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato per pochi giorni a Maser e poi ad Asolo assieme ai genitori.
Richard Gutmann, di Karl e Lotte Reismann, nato a Vienna il 2 marzo 1899, coniugato con Adele Bloch. Professione: elettrotecnico. Arriva in Italia il 15 luglio 1939 e in seguito viene internato nel campo di concentramento di Tortoreto (Teramo). Il 15 novembre 1941 si trasferisce ad Asolo dove risiedono la moglie e la figlia Renate.
Renate Gutmann, di Richard e Adele Bloch, nata a Vienna il 14 maggio 1937. Viene internata ad Asolo assieme alla madre. Nel novembre 1941 viene raggiunta anche dal padre.
Arnold Herzog, di Leopold e Nettj Mantner, nato a Osijek (Croazia) il 7 marzo 1877, coniugato con Masa Ruzicka. Professione: banchiere. Arriva in Italia il 3 agosto 1941 proveniente da Zagabria assieme alla moglie.
Cvijet Hirschl, di Ziga e Johanna Neumann, nata a Glina (Croazia) il 3 ottobre 1904, coniugata con Hugo Schwarz. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato ad Asolo assieme al marito e ai figli Mia e Lavoslav. Subito dopo l’armistizio raggiunge Adria con altri otto ebrei per incontrare alcuni parenti e si unisce poi al gruppo di altre 18 persone guidato da Ziga Neumann e Josef Konforty. Tutti assieme arrivano Bellaria e rimangono nascosti fino al settembre 1944 tra la Romagna e il Montefeltro grazie all’aiuto di persone del luogo. Cvijet raggiungerà poi gli Stati Uniti assieme alla sua famiglia.
Erna Hirschl, di Ignac e Umitza Schwarz, nata a Krizeugi (Croazia) il 10 febbraio 1904, vedova di Samuel Marton. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato ad Asolo assieme al figlio Ruben Marton e alla sorella Stefa. Subito dopo l’armistizio fa parte del gruppo di 18 persone, guidato da Ziga Neumann e Josef Konforty, che parte da Asolo diretto verso l’Italia meridionale. Gli ebrei raggiungono Bellaria e rimangono nascosti fino al settembre 1944 tra la Romagna e il Montefeltro. Erna raggiungerà poi la Palestina.
Lea Hirschl, di Zvenko e Lucia Davidovic, nata a Belgrado il 1° dicembre 1931. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato ad Asolo assieme ai genitori.
Ljerka Hirschl, di Ziga e Johanna Neumann, nata a Glina (Croazia) il 31 agosto 1909, coniugata con Jeiljko Nadasi. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato ad Asolo assieme al marito e al figlio Aiwitza. Subito dopo l’armistizio raggiunge Adria con altri otto ebrei per incontrare alcuni parenti e si unisce poi al gruppo di altre 18 persone guidato da Ziga Neumann e Josef Konforty. Tutti assieme arrivano Bellaria e rimangono nascosti fino al settembre 1944 tra la Romagna e il Montefeltro grazie all’aiuto di persone del luogo.
Milan Hirschl, di Zvenko e Lucia Davidovic, nato a Belgrado il 21 ottobre 1928. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato ad Asolo assieme ai genitori.
Mirko Hirschl, di Ziga e Johanna Neumann, nato a Glina (Croazia) il 2 maggio 1907, coniugato con Nada Blau. Professione: commerciante. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato ad Asolo assieme alla moglie. Subito dopo l’armistizio raggiunge Adria con altri otto ebrei per incontrare alcuni parenti e si unisce poi al gruppo di altre 18 persone guidato da Ziga Neumann e Josef Konforty. Tutti assieme arrivano Bellaria e rimangono nascosti fino al settembre 1944 tra la Romagna e il Montefeltro grazie all’aiuto di persone del luogo.
Stefa Hirschl, di Ignac e Umitza Schwarz, nata a Krizeugi (Croazia) il 10 marzo 1894. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internata ad Asolo assieme alla sorella Erna e al nipote Ruben Marton. Subito dopo l’armistizio fa parte del gruppo di 18 persone, guidato da Ziga Neumann e Josef Konforty, che parte da Asolo diretto verso l’Italia meridionale. Gli ebrei raggiungono Bellaria e rimangono nascosti fino al settembre 1944 tra la Romagna e il Montefeltro. Erna raggiungerà poi la Palestina.
Zvenko Hirschl, di Samuel e Irene Rosemberg, nato a Koprivnica (ora Slovacchia) il 18 giugno 1901, coniugato con Lucia Davidovic. Professione: impiegato. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato ad Asolo assieme alla moglie e ai figli Milan e Lea.
Vinka Koch, di Jakov e Regina Grisz, nata a Nova Gradiska (Croazia) il 4 gennaio 1899, coniugata con Isidoro Fussmann. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato per pochi gioni a Maser e poi ad Asolo assieme al marito e alla figlia Giovanna.
Josef Konforty, di Zadik e Blanka Alkalay, nato a Fravnick (Croazia) il 1° gennaio 1912, coniugato con Maja Neumann. Professione: commerciante. Fa parte della comunità ebraica di Spalato, arriva in Italia il 30 novembre 1941 e viene internato ad Asolo assieme alla moglie. Con lui ci sono anche i suoceri Ziga Neumann e Bella Schwarz e altri parenti. Subito dopo l’armistizio fa parte, avendo un ruolo attivo, del gruppo di 18 persone che parte da Asolo diretto verso l’Italia meridionale. Dopo una sosta a Adria, gli ebrei raggiungono Bellaria e rimangono nascosti fino al settembre 1944 tra la Romagna e il Montefeltro grazie all’aiuto di persone del luogo. Josef raggiungerà poi la Palestina.
Alfred Krauss, di Lavoslav e Irma Elias, nato il 23 marzo 1908 a Pitomaca (Croazia). Internato nel campo di Rab, nel giugno 1943 viene trasferito ad Asolo dove risiede la madre.
Sdenka Lausch, di Vilim e Slava Hirschl, nata a Bjelovar (Croazia) il 9 ottobre 1912, coniugata con Eugen Schwarz. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato ad Asolo assieme al marito. Subito dopo l’armistizio fa parte del gruppo di 18 persone, guidato dal cognato Ziga Neumann e da Josef Konforty, che parte da Asolo diretto verso l’Italia meridionale. Gli ebrei raggiungono Bellaria e rimangono nascosti fino al settembre 1944 tra la Romagna e il Montefeltro. Sdenka raggiungerà poi la Palestina assieme alla sua famiglia.
Jacob Levi, di Mikael e Rosa Sumbulovich, nato a Sarajevo l’8 ottobre 1921. Professione: studente. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato ad Asolo assieme ai genitori.
Lepa Levi, di Mile e Kristina Filic, nata a Banja Luka (Bosnia) il 29 novembre 1919, coniugata con Iso Popovic. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato ad Asolo assieme al marito. Viene salvata dalla Delasem.
Mikael Levi, di Jacob e Rifka Atias, nato a Sarajevo il 2 settembre 1903, coniugato con Rosa Sumbulovich. Professione: impiegato. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato ad Asolo assieme alla moglie e al figlio Jacob.
Ruben Marton, di Samuel e Erna Hirschl, nato a Vinkovci (Croazia) il 5 dicembre 1929. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato ad Asolo assieme alla madre e alla zia Stefa Hirschl. Subito dopo l’armistizio fa parte del gruppo di 18 persone, guidato da Ziga Neumann e Josef Konforty, che parte da Asolo diretto verso l’Italia meridionale. Gli ebrei raggiungono Bellaria e rimangono nascosti fino al settembre 1944 tra la Romagna e il Montefeltro. Ruben raggiungerà poi la Palestina.
Aiwitza Nadasi, di Jeiljko e Ljerka Hirschl, nato Zagabria il 15 maggio 1933. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato ad Asolo assieme ai genitori. Subito dopo l’armistizio raggiunge Adria con altri otto ebrei per incontrare alcuni parenti e si unisce poi al gruppo di altre 18 persone guidato da Ziga Neumann e Josef Konforty. Tutti assieme arrivano Bellaria e rimangono nascosti fino al settembre 1944 tra la Romagna e il Montefeltro grazie all’aiuto di persone del luogo.
Jeiljko Nadasi, di Josef e Cecilia Stern, nato a Cakovec (ora Repubblica Ceca) il 2 novembre 1902, coniugato con Ljerka Hirschl. Professione: commerciante. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato ad Asolo assieme alla moglie e al figlio Aiwitza. Subito dopo l’armistizio raggiunge Adria con altri otto ebrei per incontrare alcuni parenti e si unisce poi al gruppo di altre 18 persone guidato da Ziga Neumann e Josef Konforty. Tutti assieme arrivano Bellaria e rimangono nascosti fino al settembre 1944 tra la Romagna e il Montefeltro grazie all’aiuto di persone del luogo.
Adolf Neumann, di Paolo e Rosalia Zoran, nato a Ivanska (Croazia) il 12 febbraio 1862. Residente ad Abbazia nella primavera del 1942 si trasferisce ad Asolo dove sono internati i figli Ziga, Danica e Vilko e altri suoi parenti. Subito dopo l’armistizio fugge da Asolo con un gruppo di 18 persone diretto verso l’Italia meridionale. Dopo una sosta a Adria, gli ebrei raggiungono Bellaria e rimangono nascosti fino al settembre 1944 tra la Romagna e il Montefeltro grazie all’aiuto di persone del luogo. Alfred raggiungerà poi la Palestina.
Danica Neumann, di Adolf e Charlotte Graf, nata a Ivanska (Croazia) il 5 aprile 1904, coniugata con Adolf Rothmüller. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato ad Asolo assieme ai figli Rutitza e Eli. Subito dopo l’armistizio fa parte del gruppo di 18 persone, guidato dal fratello Ziga, partito da Asolo e diretto verso l’Italia meridionale. Gli ebrei raggiungono Bellaria e rimangono nascosti fino al settembre 1944 tra la Romagna e il Montefeltro. Danica raggiungerà poi la Palestina assieme ai suoi figli.
Dina Neumann, di Vilko e Zdenka Plachte, nata a Spalato il 31 agosto 1941. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internata ad Asolo assieme ai genitori.
Maja Neumann, di Ziga e Bela Schwarz, nata a Zagabria il 14 giugno 1920, coniugata con Josef Konforty. Professione: casalinga. Fa parte della comunità ebraica di Spalato, arriva in Italia il 30 novembre 1941 e viene internato ad Asolo assieme al marito. Con lei ci sono anche i genitori e altri parenti. Subito dopo l’armistizio fa parte del gruppo di 18 persone, guidato dal padre e dal marito, che parte da Asolo diretto verso l’Italia meridionale. Gli ebrei raggiungono Bellaria e rimangono nascosti fino al settembre 1944 tra la Romagna e il Montefeltro. Maja raggiungerà poi la Palestina assieme alla sua famiglia.
Vilko Neumann, di Adolf e Charlotte Graf, nato a Ivanska (Croazia) il 16 maggio 1914, coniugato con Zdenka Plachte. Professione: artigiano. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato ad Asolo assieme alla moglie e alla figlia Dina.
Ziga Neumann, di Adolf e Charlotte Graf, nato a Caprag (Croazia) il 15 maggio 1894, coniugato con Bela Schwarz. Professione: avvocato. Fa parte della comunità ebraica di Spalato, arriva in Italia il 30 novembre 1941 e viene internato ad Asolo assieme alla moglie. Subito dopo l’armistizio organizza con il genero Josef Konforty la fuga da Asolo di un gruppo di 18 persone diretto verso l’Italia meridionale. Dopo una sosta a Adria, gli ebrei raggiungono Bellaria e rimangono nascosti fino al settembre 1944 tra la Romagna e il Montefeltro grazie all’aiuto di persone del luogo. Ziga raggiungerà poi la Palestina assieme alla sua famiglia.
Walter Pick, di Wilhelm e Teresia Samek, nato a Vienna il 3 agosto 1908. Professione: impiegato. Arriva in Italia il 14 luglio 1941 proveniente da Zagabria e viene internato a Ferramonti. Nel maggio 1942 viene trasferito ad Asolo. Subito dopo l’armistizio fa parte del gruppo di 18 persone, guidato da Ziga Neumann e Josef Konforty, che parte da Asolo diretto verso l’Italia meridionale. Gli ebrei raggiungono Bellaria e rimangono nascosti fino al settembre 1944 tra la Romagna e il Montefeltro.
Zdenka Plachte, di Leo e Ella Maijer, nata a Zagabria l’8 giugno 1919, coniugata con Vilko Neumann. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internata ad Asolo assieme al marito e alla figlia Dina.
Iso Popovic, di Daniel e Simka Sumbulovic, nato a Sarajevo il 4 giugno 1920, coniugato con Lepa Levi. Professione: elettrotecnico. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato ad Asolo assieme alla moglie. Viene salvato dalla Delasem. Dopo la guerra torna in Jugoslavia e nel 1951 si trasferisce in Israele dove prende parte alle guerre del 1956 e del 1967.
Emma Reich, di David e Ana Liebfeld, nata a Varazdin (Croazia) il 24 febbraio 1919, coniugata con Jakob Schäffer. Arriva in Italia il 1° settembre 1941 proveniente da Zagabria assieme al marito.
Rutitza Rothmüller, di Adolf e Danica Neumann, nata a Zagabria l’8 gennaio 1929. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internata ad Asolo assieme alla madre e al fratello Eli. Subito dopo l’armistizio fa parte del gruppo di 18 persone, guidato dallo zio Ziga Neumann, partito da Asolo e diretto verso l’Italia meridionale. Gli ebrei raggiungono Bellaria e rimangono nascosti fino al settembre 1944 tra la Romagna e il Montefeltro. Rutitza raggiungerà poi la Palestina assieme alla madre e al fratello.
Eli Rothmüller, di Adolf e Danica Neumann, nato a Zagabria l’11 giugno 1931. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato ad Asolo assieme alla madre e alla sorella Rutitza. Subito dopo l’armistizio fa parte del gruppo di 18 persone, guidato dallo zio Ziga Neumann, partito da Asolo e diretto verso l’Italia meridionale. Gli ebrei raggiungono Bellaria e rimangono nascosti fino al settembre 1944 tra la Romagna e il Montefeltro. Eli raggiungerà poi la Palestina assieme alla madre e alla sorella.
Masa Ruzicka, di Josef e Berta Moravec, nata a Fiume il 5 febbraio 1892, coniugata con Arnold Herzog. Arriva in Italia il 3 agosto 1941 proveniente da Zagabria assieme al marito.
Frieda Salzer, di Karl e Josefine Kohn, nata a Vienna il 1° ottobre 1888. Arriva in Italia il 26 settembre 1941 proveniente da Zagabria.
Boris Samujlovic, di Mika e Erna Kohn, nato a Zagabria il 15 giugno 1923. Professione: studente. Arriva in Italia con il convoglio partito da Spalato il 15 dicembre 1941.
Anna Maria Schäffer, di Jakob e Emma Reich, nata ad Asolo nel settembre 1942.
Jakob Schäffer, di Karl e Sali Wegrzin, nato a Uzsok il 14 febbraio 1904, coniugato con Emma Reich. Professione: violinista. Arriva in Italia il 1° settembre 1941 proveniente da Zagabria assieme alla moglie. Il fratello Simon, internato a Valli del Pasubio (Vicenza), lo raggiunge ad Asolo nel luglio 1943.
Simon Schäffer, di Karl e Sali Wegrzin, nato a Visegrád (Ungheria) il 2 giugno 1914. Professione: commerciante. Arriva in Italia il 25 novembre 1941 e viene internato a Valli del Pasubio (Vicenza). L’8 luglio 1943 si trasferisce ad Asolo dove risiede con la sua famiglia il fratello Jacob.
Zora Schlesinger, di Vilim e Paola Fuchs, nata a Nova Gradiska (Croazia) il 12 luglio 1905, coniugata con Hermann Sorger. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato ad Asolo assieme al marito, al figlio Velimir e ai cognati Olga, Fina e Makso Sorger. La sorella Beatrice si trova internata a Castelnuovo Don Bosco (Asti).
Bela Schwarz, di Lavoslav e Charlotte Schlanger, nata a Budapest il 2 maggio 1897, coniugata con Ziga Neumann. Professione: casalinga. Fa parte della comunità ebraica di Spalato, arriva in Italia il 30 novembre 1941 e viene internato ad Asolo assieme al marito. Subito dopo l’armistizio fa parte del gruppo di 18 persone, guidato dal marito e dal genero Josef Konforty, che parte da Asolo diretto verso l’Italia meridionale. Gli ebrei raggiungono Bellaria e rimangono nascosti fino al settembre 1944 tra la Romagna e il Montefeltro. Bela raggiungerà poi la Palestina assieme alla sua famiglia.
Eugen Schwarz, di Lavoslav e Charlotte Schlanger, nato a Osisich (Croazia) il 9 ottobre 1898, coniugato con Sdenka Lausch. Professione: commerciante. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato ad Asolo assieme alla moglie. Subito dopo l’armistizio fa parte del gruppo di 18 persone, guidato dal cognato Ziga Neumann e da Josef Konforty, che parte da Asolo diretto verso l’Italia meridionale. Gli ebrei raggiungono Bellaria e rimangono nascosti fino al settembre 1944 tra la Romagna e il Montefeltro. Eugen raggiungerà poi la Palestina assieme alla sua famiglia.
Hugo Schwarz, di Lavoslav e Charlotte Schlanger, nato a Zagabria il 16 novembre 1900, coniugato con Cvijet (Flora) Hirschl. Professione: commeciante. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato ad Asolo assieme alla moglie e ai figli Mia e Lavoslav. Subito dopo l’armistizio raggiunge Adria con altri otto ebrei per incontrare alcuni parenti e si unisce poi al gruppo di altre 18 persone guidato da Ziga Neumann e Josef Konforty. Tutti assieme arrivano Bellaria e rimangono nascosti fino al settembre 1944 tra la Romagna e il Montefeltro grazie all’aiuto di persone del luogo. Hugo raggiungerà poi gli Stati Uniti assieme alla sua famiglia.
Lavoslav Schwarz, di Hugo e Coijetta Hirschl, nato a Belgrado il 12 aprile 1932. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato ad Asolo assieme ai genitori e alla sorella Mia. Subito dopo l’armistizio raggiunge Adria con la sua famiglia e si unisce poi al gruppo di altre 18 persone guidato da Ziga Neumann e Josef Konforty. Tutti assieme arrivano Bellaria e rimangono nascosti fino al settembre 1944 tra la Romagna e il Montefeltro grazie all’aiuto di persone del luogo. Lavoslav si trasferirà poi negli Stati Uniti assieme ai genitori e alla sorella.
Mia Schwarz, di Hugo e Coijetta Hirschl, nata a Belgrado il 1° ottobre 1928. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internata ad Asolo assieme ai genitori e al fratello Lavoslav. Subito dopo l’armistizio raggiunge Adria con la sua famiglia e si unisce poi al gruppo di altre 18 persone guidato da Ziga Neumann e Josef Konforty. Tutti assieme arrivano Bellaria e rimangono nascosti fino al settembre 1944 tra la Romagna e il Montefeltro grazie all’aiuto di persone del luogo. Mia si trasferirà poi negli Stati Uniti assieme ai genitori.
Umitza Schwarz, di Jonathan e Fanny Benedik, nata Koprivnica (ora Slovacchia) l’8 novembre 1866, vedova Hirschl. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internata. Subito dopo l’armistizio fa parte del gruppo di 18 persone, guidato da Ziga Neumann e Josef Konforty, che parte da Asolo diretto verso l’Italia meridionale. Gli ebrei raggiungono Bellaria e rimangono nascosti fino al settembre 1944 tra la Romagna e il Montefeltro.
Charlotte Singer, di Lazar e Berta Wang, nata a Neunkircher (Germania) il 28 agosto 1921, di nazionalità austriaca, coniugata con Leopold Studeny. Arriva in Italia il 15 agosto 1941 proveniente da Zagabria e viene internata ad Asolo assieme al marito. Subito dopo l’armistizio fa parte del gruppo di 18 persone, guidato da Ziga Neumann e Josef Konforty, che parte da Asolo diretto verso l’Italia meridionale. Gli ebrei raggiungono Bellaria e rimangono nascosti fino al settembre 1944 tra la Romagna e il Montefeltro.
Samuel Slak, di Mailech e Ida Domb, nato a Grodzik (Polonia) il 1° giugno 1916, coniugato con Josefina Stopinsek. Professione: sarto. Arriva in Italia l’11 maggio 1941 proveniente da Zagabria e viene internato ad Asolo.
Sdenka Slovak, di Rudolf e Henrietta Hoffmann, nata a Zagabria il 14 giugno 1918. Professione: insegnante di lingue. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internata ad Asolo.
Fina Sorger, di Adolf e Feda Neumann, nata a Daruvar (Croazia) il 5 agosto 1899. Professione: impiegata. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internata ad Asolo assieme ai fratelli Olga, Hermann e Makso.
Hermann Sorger, di Adolf e Feda Neumann, nato a Daruvar (Croazia) il 24 marzo 1896, coniugato con Zora Schlesinger. Professione: commerciante. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato ad Asolo assieme alla moglie, al figlio Velimir e ai fratelli Olga, Fina e Makso.
Makso Sorger, di Adolf e Feda Neumann, nato a Daruvar (Croazia) il 16 settembre 1905. Professione: impiegato. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato ad Asolo assieme ai fratelli Olga, Hermann e Fina.
Olga Sorger, di Adolf e Feda Neumann, nata a Daruvar (Croazia) il 29 aprile 1894. Professione: commerciante. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato ad Asolo assieme ai fratelli Hermann, Fina e Makso.
Velimir Sorger, di Hermann e Zora Schelsinger, nato a Zagabria il 21 agosto 1929. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato ad Asolo assieme ai genitori e agli zii Olga, Fina e Makso Sorger.
Slava Spitzer, di Hugo e Marta Jacobi, nata a Vienna l’11 gennaio 1919. Professione: studentessa. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internata ad Asolo.
Maxim Stern, di Simeon e Maria Steiner, nato a Zagabria il 22 febbraio 1889. Professione: commerciante. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato ad Asolo.
Josefina Stopinsek, di Marco e Amalia Mostuak, nata a Lask (Polonia) il 4 marzo 1921, coniugata con Samuel Slak. Professione: sarto. Arriva in Italia l’11 maggio 1941 proveniente da Zagabria e viene internata ad Asolo. Viene censita come “ariana”, mentre il marito è ebreo.
Hulda Strasser, di Daniel e Selma Jacobi, nata a Budapest il 10 dicembre 1908. Arriva in Italia il 13 gennaio 1942 proveniente da Zagabria e nell’agosto successivo viene internata ad Asolo.
Leopold Studeny, di Vinceslao e Maria Granger, nato a Höhenberger (Germania) il 6 giugno 1895, di nazionalità austriaca, coniugato con Charlotte Singer. Professione: giornalista. Arriva in Italia il 21 settembre 1941 proveniente da Zagabria e viene internato ad Asolo assieme alla moglie. Viene censito come “ariano”, mentre la moglie è ebrea. Subito dopo l’armistizio fa parte del gruppo di 18 persone, guidato da Ziga Neumann e Josef Konforty, che parte da Asolo diretto verso l’Italia meridionale. Gli ebrei raggiungono Bellaria e rimangono nascosti fino al settembre 1944 tra la Romagna e il Montefeltro.
Grazia Sumbulovich, di Isidoro e Venezia Calderon, nata a Sarajevo il 21 settembre 1937. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internata per pochi giorni a Maser e poi ad Asolo assieme ai genitori.
Isidoro Sumbulovich, di Daniel e Grazia Pinto, nato a Sarajevo il 9 settembre 1907, coniugato con Venezia Calderon. Professione: impiegato. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato per pochi giorni a Maser e poi ad Asolo assieme alla moglie e alla figlia Grazia.
Rosa Sumbulovich, di Daniel e Grazia Pinto, nata a Sarajevo il 16 gennaio 1900, coniugata con Mikael Levi. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato ad Asolo assieme al marito e al figlio Jacob.
Rudolf Weinberger, di Sigmund e Federica Pscherkof, nato a Zemun (Serbia) il 2 gennaio 1901, coniugato con Livia Engel. Professione: commerciante. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato ad Asolo assieme alla moglie e al figlio Vladimir.
Vladimir Weinberger, di Rudolf e Livia Engel, nato a Zagabria il 27 aprile 1936. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato ad Asolo assieme ai genitori.
Klara Zaloscer, di Simeon e Lovise Jacobi, nata a Tuzla (Bosnia) il 1° aprile 1905. Arriva in Italia proveniente da Zagabria e viene internata ad Asolo.
Carla Zivzcher, di Giacomo e Betty Fried, nata a Visegrád (Ungheria) il 10 gennaio 1904, coniugato con Josif Bretler. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internata ad Asolo assieme al marito e ai due figli Lea ed Enrico.
Maja Zlatic, di Savo, nata a Zagabria il 29 giugno 1940. Nipote di Arnold Herzog e Masa Ruzicka.
Castelfranco Veneto
Stanislao Breuer, di Josef e Eller Piszker, nato a Zagabria il 14 aprile 1933. Arriva in Italia con la madre il 30 novembre 1941 da Spalato. Internato a Castelfranco, dopo l’8 settembre è profugo a Loreto e poi a Bari. Alla fine della guerra di trasferisce negli Stati Uniti.
Leo Fürst, di Maurizio e Charlotte Trostler, nato a Vienna il 5 maggio 1898, coniugato con Martha Weinstein. Professione: insegnante. Internato a Castelfranco a partire dalll’ottobre 1941, nel novembre viene trasferito a Loria. Il mese successivo ritorna a Castelfranco.
Heinz Fürst, di Leo e Martha Weinstein, nato a Vienna il 26 novembre 1928. Professione: studente. Internato a Castelfranco a partire dalll’ottobre 1941, nel novembre viene trasferito a Loria. Il mese successivo ritorna a Castelfranco.
Franziska Goldberg, di Sigmund e Rosa Braun, nata a Vienna il 9 maggio 1906, coniugata con Maximilian Herz. Professione: lavoratrice a maglia. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato. Internata a Tarzo e poi, dal 12 novembre 1942, a Castelfranco.
Emil Herzl, di Bertold e Ida Hilfreich, nato a Vienna il 14 agosto 1889. Arriva in Italia nel giugno 1939. Internato a Ferramonti fino al 24 maggio 1942, trasferito a Tarzo e poi, dal 12 novembre 1942, a Castelfranco.
Hans Herzl, di Maximilian e Franziska Goldberg, nato a Vienna il 20 giugno 1924. Professione: giardiniere. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato. Internato a Tarzo e poi, dal 12 novembre 1942, a Castelfranco.
Maximilian Herzl, di Bertold e Ida Hilfreich, nato a Vienna il 17 febbraio 1898, coniugato con Franziska Goldberg. Professione: commerciante. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato. Internato a Tarzo e poi, dal 12 novembre 1942, a Castelfranco.
Gertrude Klein, di Armin e Ida Tussig, nata a Tuzla (Bosnia) il 3 febbraio 1910, coniugata con Ludwig Mannheimer. Professione: estetista. Arriva in Italia il 10 giugno 1941 da Sušak. Internata a Valdobbiadene, l’8 settembre 1942 si trasferisce a Castelfranco. Dopo l’armistizio riesce a raggiungere la Svizzera assieme al marito e al figlio Herbert. Alla fine della guerra ritorna in Italia e si stabilisce a Milano.
Michael Israel Kreilisheim, di Heinrich e Anna Kunstadter, nato a Pressburg (Ungheria) il 7 settembre 1885, coniugato con Olga Vogel. Professione: tipografo. Arrivato in Italia il 12 luglio 1939 e trasferito a Bengasi, nel luglio 1940 viene internato a Ferramonti, nell’ottobre 1941 a Castelfranco, un mese dopo a Loria e nel dicembre ancora a Castelfranco. Vi rimane anche dopo l’8 settembre fino al termine della guerra.
Samuel Kreilisheim, di Heinrich e Anna Kunstadter, nato a Dunayfalu (Ungheria) il 20 febbraio 1882, coniugato con Mathilde Pollak. Professione: calzolaio. Arrivato in Italia il 12 luglio 1939 e trasferito a Bengasi; nel luglio 1940 viene internato a Ferramonti, nell’ottobre 1941 a Castelfranco, un mese dopo a Riese e nel dicembre ancora a Castelfranco. Vi rimane anche dopo l’8 settembre fino al termine della guerra.
Herbert Mannheimer, di Ludwig e Gertrude Klein, nato a Vienna il 16 settembre 1927. Arriva in Italia il 10 giugno 1941 da Sušak. Internato a Valdobbiadene, l’8 settembre 1942 si trasferisce a Castelfranco. Dopo l’armistizio riesce a raggiungere la Svizzera assieme ai genitori. Alla fine della guerra ritorna in Italia e si stabilisce a Milano.
Ludwig Mannheimer, di Armin e Rosa Lauzet, nato a Vienna il 10 agosto 1901, coniugato con Gertrude Klein. Professione: industriale. Arriva in Italia il 10 giugno 1941 da Sušak. Internato a Valdobbiadene, l’8 settembre 1942 si trasferisce a Castelfranco. Dopo l’armistizio riesce a raggiungere la Svizzera assieme alla moglie e al figlio Herbert. Alla fine della guerra ritorna in Italia e si stabilisce a Milano.
Eller Piszker, di Samuel e Rosalia Schmalz, nata a Djuric (Croazia) il 9 giugno 1909, divorziata Breuer, coniugata con Beno Pohorille. Professione: casalinga. Arriva in Italia con il figlio Stanislao Breuer, nato da un precedente matrimonio, il 30 novembre 1941 da Spalato. Internata a Castelfranco, chiede che il marito, ancora in Dalmazia, possa essere trasferito in Italia: arriverà, ma sarà inviato a Ferramonti. Dopo l’8 settembre è profuga a Loreto e poi a Bari. Alla fine della guerra di trasferisce negli Stati Uniti.
Sofia Pohorille, di Leo e Anna Schonfeld, nata a Graz (Austria) il 25 dicembre 1909, coniugata con Heskja Alkalay. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato. Internata a Castelfranco, nel febbraio 1942 si trasferisce a Ferramonti dove si riunisce al marito.
Mathilde Pollak, di Josef e Rosa Wittler, nata a Voderad (Ungheria) il 9 settembre 1882, coniugata con Samuel Kreilisheim. Professione: casalinga. Arrivata in Italia il 12 luglio 1939 e trasferita a Bengasi; nel luglio 1940 viene internata a Ferramonti, nell’ottobre 1941 a Castelfranco, un mese dopo a Riese e nel dicembre ancora a Castelfranco. Vi rimane anche dopo l’8 settembre fino al termine della guerra.
Otto Pressburger, di Isidore e Franziska Pollak, nato a Belgrado il 21 novembre 1902. Professione: commerciante. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato. Internato a Castelfranco, nell’estate del 1942 viene trasferito a Castelnuovo Don Bosco (Asti).
Ida Taussig, di Marcello e Emma Urbach, nata a Praga il 18 agosto 1874. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 10 giugno 1941 da Sušak assieme alla figlia Gertrude, al genero Ludwig Mannheimer e al nipote Herbert. Internata a Valdobbiadene, l’8 settembre 1942 si trasferisce a Castelfranco. Dopo l’armistizio rimane nel trevigiano e trascorre il periodo dal 1943 al 1945 a Cavaso del Tomba.
Olga Vogel, nata a Mehlhütte (Ungheria) il 30 settembre 1886, coniugata con Michael Kreilisheim. Professione: casalinga. Arrivata in Italia il 12 luglio 1939 e trasferita a Bengasi, nel luglio 1940 viene internata a Ferramonti, nell’ottobre 1941 a Castelfranco, un mese dopo a Loria e nel dicembre ancora a Castelfranco. Vi rimane anche dopo l’8 settembre fino al termine della guerra.
Martha Weinstein, di Salomon e Gisela Halpern, nata a Vienna il 24 aprile 1909, coniugata con Leo Fürst. Professione: casalinga. Internata a Castelfranco a partire dalll’ottobre 1941, nel novembre viene trasferita a Loria. Il mese successivo ritorna a Castelfranco.
Adolf Wisnica, di Karl e Rosalia Gronner, nato a Ostrava (ora Repubblica Ceca) il 19 settembre 1908. Professione: avvocato. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato. Nel luglio 1942 riesce a fuggire da Castelfranco e a raggiungere la Svizzera.
Castello di Godego
Albert Kulberg, di Enrico e Cecilia Taube, nato a Sarajevo il 23 agosto 1914. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato assieme ai fratelli Hans e Josef. Internato a Castello di Godego, segnalato alla questura, viene trasferito a Ferramonti nell’estate del 1942.
Hans Kulberg, di Enrico e Cecilia Taube, nato a Sarajevo il 21 luglio 1911. Professione: impiegato.Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato assieme ai fratelli Albert e Josef. Internato a Castello di Godego, segnalato alla questura, viene trasferito a Ferramonti nell’estate del 1942.
Josef Kulberg, di Enrico e Cecilia Taube, nato a Sarajevo il 16 marzo 1904. Professione: commerciante. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato assieme ai fratelli Albert e Hans. Internato a Castello di Godego, segnalato alla questura, viene trasferito a Ferramonti nell’estate del 1942.
Cavaso del Tomba
Silvio Kabiljo, di Elia e Ella Poljekan, nato a Sarajevo il 22 maggio 1924. Professione: studente. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internato a Mareno di Piave. In seguito viene trasferito a Cavaso.
Ella Poljekan, di Mosè e Ernestina Poljekan, nata a Banja Luka (Bosnia) il 6 febbraio 1904, coniugata con Enrico Widman. Fa parte della comunità ebraica di Spalato. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 e viene internata a Mareno di Piave assieme al marito e al figlio Azo. In seguito viene trasferita a Cavaso.
Ernestina Poljekan, di Isak, nata il 20 marzo 1877. Fa parte della comunità ebraica di Spalato. Risulta internata a Cavaso, ma solo dall’agosto 1942, assieme alla figlia Ella Poljekan, al genero Enrico Widmann e al nipote Azo.
Marco Poljekan, di Albino e Ella Schwarz, nato a Zagabria il 12 dicembre 1938. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internato a Mareno di Piave assieme alla madre. In seguito viene trasferito a Cavaso.
Ella Schwarz, di Marco e Leonora Goldetof, nata a Vienna il 7 novembre 1906, coniugata con Albino Poljekan. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internata a Mareno di Piave assieme al figlio Marco. In seguito viene trasferita a Cavaso.
Enrico Widman, di Isacco e Vela Bochemer, nato a Waskevce il 20 dicembre 1897, coniugato con Ella Poljekan. Professione: industriale. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internato a Mareno di Piave assieme alla moglie e al figlio Azo. In seguito viene trasferito a Cavaso.
Azo Widman, di Enrico e Ella Poljekan, nato a Belgrado il 17 novembre 1934. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internato a Mareno di Piave assieme ai genitori. In seguito viene trasferito a Cavaso.
Cison di Valmarino
Brazo Alkalay, di Albert e Berta Kabiljo, nato a Sarajevo il 3 novembre 1921. Professione: maestro. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato. Soprannominato “Isidoro” e “maestro”, dopo l’armistizio si arruola nelle fila dei partigiani di Tito. Finita la guerra si trasferisce a Belgrado e negli anni ’50, dopo la laurea in medicina, raggiunge Israele dove morirà nel 1998.
Ela Almuli, di Kalmi e Rejna Davico, nata a Sabac (Serbia) il 21 settembre 1896, coniugata con Isak Eschenazi. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato assieme alla moglie, alla figlia Vera e ad altri parenti tutti internati a Cison. Dopo l’armistizio le famiglie Almuli e Eschenazi fuggono verso l’Italia meridionale. Ad Amandola (Ascoli Piceno) tutto il gruppo viene aiutato da Giuseppe Brutti e da sua moglie Elvira Lucci, riconosciuti “Giusti tra le Nazioni” il 13 aprile 2004. Dopo la guerra emigra negli Stati Uniti.
Ela Almuli, di Joseph e Reli Bernarojo, nata a Belgrado il 29 ottobre 1934. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato assieme alla madre e ad altri parenti tutti internati a Cison. Dopo l’armistizio le famiglie Almuli e Eschenazi fuggono verso l’Italia meridionale. Ad Amandola (Ascoli Piceno) tutto il gruppo viene aiutato da Giuseppe Brutti e da sua moglie Elvira Lucci, riconosciuti “Giusti tra le Nazioni” il 13 aprile 2004. Dopo la guerra emigra negli Stati Uniti.
Elisa Almuli, di Joseph e Reli Bernarojo, nata a Belgrado il 18 aprile 1936. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato assieme alla madre e ad altri parenti tutti internati a Cison. Dopo l’armistizio le famiglie Almuli e Eschenazi fuggono verso l’Italia meridionale. Ad Amandola (Ascoli Piceno) tutto il gruppo viene aiutato da Giuseppe Brutti e da sua moglie Elvira Lucci, riconosciuti “Giusti tra le Nazioni” il 13 aprile 2004. Dopo la guerra emigra negli Stati Uniti.
Lea Almuli, di Kalmi e Rejna Davico, nata a Sabac (Serbia) il 7 giugno 1906. Professione: pianista. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato assieme alla madre e ad altri parenti tutti internati a Cison. Dopo l’armistizio le famiglie Almuli e Eschenazi fuggono verso l’Italia meridionale. Ad Amandola (Ascoli Piceno) tutto il gruppo viene aiutato da Giuseppe Brutti e da sua moglie Elvira Lucci, riconosciuti “Giusti tra le Nazioni” il 13 aprile 2004. Dopo la guerra emigra negli Stati Uniti.
Silvio Barabas, di Samuel e Sara Kabiljo, nato a Sarajevo il 10 giugno 1920. Professione: studente. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato. Dopo l’armistizio si nasconde a Tarzo, ma viene catturato nel dicembre 1943 grazie ad una delazione e inviato nel campo di Fossoli. Il 22 febbraio 1944 parte verso Auschwitz dove arriva quattro giorni dopo. Numero di matricola 174473, sarà tra i 95 uomini che superano l’immediata selezione per la camera a gas e tra i 24 sopravvissuti di quel convoglio. Tornato in Italia, si laurea in chimica all’Università di Padova e in seguito si trasferisce in Canada.
Jakob Baruch, di Salomon e Rica Levi, nato a Belgrado il 17 novembre 1923. Professione: studente. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato a Cison assieme ai genitori. Dopo la guerra emigra negli Stati Uniti.
Salomon Baruch, di Jakob e Rosa Manojlovic, nato a Belgrado il 30 giugno 1882, coniugato con Rica Levi. Professione: commerciante. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato a Cison assieme alla moglie e al figlio Jakob. Dopo la guerra emigra negli Stati Uniti.
Reli Bernarojo, di Kalmi e Matilde Koen, nata a Belgrado il 21 ottobre 1908, coniugata con Joseph Almuli. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato assieme alle figlie Ela ed Elisa e ad altri parenti tutti internati a Cison. Dopo l’armistizio fugge in treno verso l’Italia meridionale con le famiglie Almuli e Eschenazi. Ad Amandola (Ascoli Piceno) tutto il gruppo viene aiutato da Giuseppe Brutti e da sua moglie Elvira Lucci, riconosciuti “Giusti tra le Nazioni” il 13 aprile 2004. Dopo la guerra emigra negli Stati Uniti.
Raffaele Bernfeld, di Simone e Anna Lawin, nato a Belgrado il 14 aprile 1891. Professione: giornalista. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato.
Michele Bibrovskj, di Enrico e Berta Natanska, nato a Sompolno (Polonia) il 25 giugno 1910. Professione: commerciante. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato.
Rejna Davico, di Isak e Ester Josif, nata a Belgrado il 5 gennaio 1870, vedova di Kalmi Almuli. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato assieme alle figlie Ela e Lea, alla figliastra Reli e ad altri parenti tutti internati a Cison. Dopo l’armistizio fugge in treno verso l’Italia meridionale con le famiglie Almuli e Eschenazi. Ad Amandola (Ascoli Piceno) tutto il gruppo viene aiutato per dieci mesi dal capostazione Giuseppe Brutti e da sua moglie Elvira Lucci che danno loro protezione e riescono a nasconderli grazie anche alla collaborazione di altri paesani. Giuseppe Brutti ed Elvira Lucci vengono riconosciuti “Giusti tra le Nazioni” il 13 aprile 2004. Dopo la guerra emigra negli Stati Uniti.
Stephan De Majo, di Giovanni e Sultana Levi, nato a Belgrado il 25 luglio 1907, coniugato con Gisi Hernfeld. Professione: commerciante. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato a Cison assieme alla moglie. La sorella Rosalia è internata inizialmente a Mareno di Piave, ma poi lo raggiungerà a Cison assieme al figlio. Dopo la guerra emigra in Brasile.
Isak Eschenazi, di Israel e Lenka Fermo, nato a Belgrado il 10 ottobre 1886, coniugato con Ela Almuli. Professione: medico. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato assieme alla moglie, alla figlia Vera e ad altri parenti tutti internati a Cison. Dopo larmistizio le famiglie Almuli e Eschenazi fuggono verso lItalia meridionale. Ad Amandola (Ascoli Piceno) tutto il gruppo viene aiutato da Giuseppe Brutti e da sua moglie Elvira Lucci, riconosciuti Giusti tra le Nazioni il 13 aprile 2004. Dopo la guerra emigra negli Stati Uniti.
Vera Eschenazi, di Isak e Ela Almuli, nata a Belgrado il 2 febbraio 1924. Professione: studentessa. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato assieme ai genitori e ad altri parenti tutti internati a Cison. Dopo larmistizio le famiglie Almuli e Eschenazi fuggono verso lItalia meridionale. Ad Amandola (Ascoli Piceno) tutto il gruppo viene aiutato da Giuseppe Brutti e da sua moglie Elvira Lucci, riconosciuti Giusti tra le Nazioni il 13 aprile 2004. Dopo la guerra emigra negli Stati Uniti.
Ruza Freigenbaum, di Marco e Runica Stein, nata a Sombor (Serbia) il 24 luglio 1902, coniugata con Hermann Frajdenfeld. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato. Il marito è internato a Crespano, mentre il figlio Bernhard è confinato prima a Roana (Vicenza) e poi a Ferramonti.
Edvard Gold, di Ignac e Erminia Massaricova, nato a Vienna il 22 giugno 1905. Professione: impiegato. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato.
Gisi Hernfeld, di Samuel e Fani Rosemblum, nata a Zanda (Serbia) il 5 settembre 1909, coniugata con Stephan De Majo. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato a Cison assieme al marito. Dopo la guerra emigra in Brasile.
Lefko Levi, di Leon e Vida Pesac, nato a Sarajevo il 28 ottobre 1910, coniugato con Sofia Spieghel. Professione: ingegnere. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato a Cison di Valmarino assieme alla moglie. Il 13 dicembre 1942 si trasferisce a Lastebasse (Vicenza), dove è internato il cognato Sigmund Spieghel, comune dal quale si allontana il 15 settembre 1943.
Rica Levi, di Josif e Neti Salon, nata a Belgrado il 26 settembre 1886, coniugata con Salomon Baruch. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato a Cison assieme al marito e al figlio Jakob. Dopo la guerra emigra negli Stati Uniti.
Jakov Montiljo, di Mosè e Matilda Levi, nato a Sarajevo il 24 ottobre 1917. Professione: commerciante. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato. Dopo la guerra raggiunge in Palestina.
Elisa Neumann, di Samuel e Livia Salon, nata a Belgrado il 5 gennaio 1934. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internata a Cison assieme ai genitori.
Samuel Neumann, di Roberto e Elisa Levi, nato a Belgrado il 15 ottobre 1895, coniugato con Livia Salon. Professione: impiegato. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internata a Cison assieme alla moglie.
Miriam Reiter, di Mosè e Toni Reiter, nata a Zagabria il 22 settembre 1905, coniugata con Maner Sperberg. Professione: insegnante di psicologia. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internata a Cison assieme al figlio Vladimir Sperberg.
Livia Salon, di Maurizio e Adele Viterbo, nata a Trieste il 6 luglio 1905, coniugato con Samuel Neumann. Professione: insegnante di lettere. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internata a Cison assieme al marito.
Ruth Schlesinger, di Marco e Enrica Carnebac, nata a Vienna il 6 dicembre 1880. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato.
Vladimir Sperberg, di Maner e Miriam Reiter, nato a Zagabria il 29 gennaio 1934. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internata a Cison assieme alla madre.
Sofia Spieghel, di Giulio e Berta Terner, nata a Jablanica (Bosnia) il 12 ottobre 1917, coniugata con Lefko Levi. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internata a Cison assieme al marito. Il 13 dicembre 1942 si trasferisce a Lastebasse (Vicenza), dove è internato suo fratello Sigmund, comune dal quale si allontana il 15 settembre 1943.
Mikael Weiss, di Guglielmo e Regina Stern, nato a Belgrado l’11 agosto 1888. Professione: stedente. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato a Cison assieme al figlio Hans. Dopo la guerra raggiunge in Palestina.
Hans Weiss, di Mikael e Lilli Kertes, nato a Belgrado il 5 settembre 1924. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato a Cison assieme al padre. Dopo la guerra raggiunge in Palestina.
Crespano del Grappa
Miscia Alkalay, di Isak e Berta Mandich, nato a Belgrado il 15 giugno 1941. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato assieme alla madre. Internato a Crespano e alloggiato in via Quattro Novembre n. 1.
Regina Benvenisti, di Mois e Estera Benzion, nata a Belgrado il 30 giugno 1895, vedova Letichevski. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato. Internata a Crespano e alloggiata in via Quattro Novembre n. 15.
Margit Benzioni, di Avram e Rejna Benzioni, nata a Vrschac il 6 aprile 1905, di nazionalità serba, coniugata con Filippo Stajn. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato assieme al marito. Internata a Crespano fino al 10 settembre 1943 e alloggiata in via Artigianato n. 13/a. Poi si trasferisce a Treviso per assistere il marito ammalato, ma rimane per qualche settimana in contatto con l’amministrazione comunale di Crespano per l’invio del sussidio. Alla fine della guerra si trasferisce negli Stati Uniti e nel 1963 risulta residente a Boston.
Paulina Bomse, di Alessandro e Maria Bonsovich, nata a Leopoli (Polonia) il 16 dicembre 1914, coniugata con Arnold Nacht. Professione: insegnante di tedesco. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato assieme al marito. Internata a Crespano, alloggiata in via Vittorio Emanuele n. 20.
Janka Coric, di Moses e Matilde Benvenuti, nata a Belgrado il 19 dicembre 1912, coniugato con David Friedman. Professione: casalinga. Arriva in Italia nel maggio 1941. Internata a Posina (Vicenza), il 31 dicembre 1942 viene trasferita a Crespano per seguire le cure del marito.
Erich Feldman, di Villy e Elisa Loebl, nato a Belgrado il 13 gennaio 1908. Professione: giudice. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato. Internato a Crespano, alloggiato in via Vittorio Veneto n. 19, presso l’abitazione di Emilia Zago, e all’Albergo alla Posta.
Hermann Frajdenfeld, di Bernhard e Sarina Dajch, nato a Belgrado il 26 aprile 1895, coniugato con Ruza Freigenbaum. Professione: impiegato. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato. Internato a Crespano, alloggiato in via Artigianato n. 13/a. La moglie è confinata a Cison di Valmarino, mentre il figlio Bernhard è internato prima a Roana (Vicenza) e poi a Ferramonti.
Abraham Friedman, di Lazar e Rosa Rosembaum, nato a Saljva (Croazia) il 30 maggio 1892, coniugato con Rosalie Stein. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato (Fiume) assieme alla moglie. Internato a Crespano e alloggiato in via S. Carlo n. 1, il 19 agosto 1942 viene trasferito a Sossano (Vicenza), dove si trova la figlia Bianca. Un’altra figlia, Flora, si trova internata a Cocconato (Asti). Si allontana dal comune di internamento il 27 ottobre 1943 e raggiunge la Svizzera.
David Friedman, di Beno e Elia Eiffi, nato a Sarajevo il 23 dicembre 1900, coniugato con Janka Coric. Professione: meccanico. Arriva in Italia nel maggio 1941. Internato a Posina (Vicenza) assieme alla moglie, il 31 dicembre 1942 viene trasferito per cure a Crespano.
Paolo Grimberg, di Moritz e Ella Pinto, nato a Belgrado il 10 giugno 1924. Professione: studente. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato. Internato a Crespano, alloggiato in piazza S. Marco n. 40. Dal 26 giugno 1943 è detenuto presso le carceri mandamentali di Asolo dove rimane fino all’ottobre successivo.
Hary Gutman, di Leo e Malvina Frajdenfeld, nato a Belgrado il 15 agosto 1909. Professione: ottico. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato. Internato a Crespano e alloggiato in via 4 Novembre n. 15.
Johanna Haim, di Jovan e Klara Macliak, nata a Poncievo (Serbia) il 1° gennaio 1891, coniugata con Jakov Russo. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato assieme al marito e alla figlia Djindji. Internata a Crespano, alloggiata in piazza S. Marco n. 40.
Isak Issakovic, di Josif e Lenka Altarac, nato a Belgrado il 19 luglio 1896, coniugato con Mimi Taitacak. Professione: avvocato. Internato prima a Ferramonti, il 20 agosto 1942 viene trasferito a Crespano dove si trova già la moglie e alloggiato in piazza S. Marco n. 40.
Jakov Kabiljo, di Leo e Ketty Amar, nato a Belgrado il 21 aprile 1911, coniugato con Lidia Konforty. Professione: viaggiatore di commercio. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato assieme alla moglie. Internato a Crespano, alloggiato in via Quattro Novembre n. 1. Il 1° febbraio 1943 si trasferisce a Conegliano.
Bertold Kohen, di Mosè e Marianna Albela, nato a Belgrado l’8 giugno 1894. Arriva in Italia nel maggio 1941 e viene internato a Ferramonti. Nel giugno 1942 si trasferisce a Crespano e si sposa con Djindji Russo. È alloggiato in piazza S. Marco n. 40.
Djoja Konfino, di Samuel e Rejna Levi, nata a Belgrado il 28 febbraio 1901, coniugata con Mika Levic. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato assieme al figlio Mihajl Levic. Internata a Crespano e alloggiata prima in piazza S. Marco n. 40 e poi in via Quattro Novembre n. 1. Il marito è prigioniero di guerra, mentre il nipote Saul Konfino è internato a Zibello (Parma). Il 13 settembre 1943 viene raggiunta dal marito, fuggito dal campo di concentramento di Borgate Sotto, e insieme rimangono nascosti nella casa di Natale Vaccaro fino al 3 ottobre 1944. Ferito durante il rastrellamento del Grappa, Mika Levic si trasferisce all’ospedale di Padova e poi, sotto falso nome, nel manicomio della stessa città fino al maggio 1945.
Lidia Konforty, di Albert e Rojana Salomon, nata a Belgrado il 26 aprile 1913, coniugata con Jakov Kabiljo. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato assieme al marito. Internata a Crespano, alloggiata in via Quattro Novembre n. 1. Il fratello Raphael e altri parenti si trovano confinati ad Aprica (Sondrio). Il 1° febbraio 1943 si trasferisce a Conegliano.
Rascela Levi, di Naftali e Berta Levi, nata a Belgrado il 15 luglio 1886, vedova Mandich. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato assieme alla figlia Berta Mandich e al nipote Miscia Alkalay. Internata a Crespano e alloggiata in via Quattro Novembre n. 1.
Mihajl Levic, di Mika e Djoja Konfino, nato a Belgrado il 14 luglio 1923. Professione: studente. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato assieme alla madre. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato assieme alla madre. Internato a Crespano e alloggiato prima in piazza S. Marco n. 40 e poi in via Quattro Novembre n. 1. Il 13 settembre 1943 viene raggiunto dal padre, fuggito dal campo di concentramento di Borgate Sotto, e insieme rimangono nascosti nella casa di Natale Vaccaro per circa un anno.
Berta Mandich, di Koja e Rascela Levi, nata a Belgrado il 7 novembre 1913. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato assieme al figlio Miscia Alkalay. Internata a Crespano e alloggiata in via Quattro Novembre n. 1. Il marito Isak Alkalay risulta prigioniero di guerra.
Arnold Nacht, di Enrico e Roma Gerstam, nato a Leopoli (Polonia) l’8 maggio 1911, coniugato con Paulina Bomse. Professione: medico. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato assieme alla moglie. Internato a Crespano, alloggiato in via Vittorio Emanuele n. 20.
Djindji Russo, di Jakov e Johanna Haim, nata a Belgrado il 27 dicembre 1913. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato assieme ai genitori. Internata a Crespano, alloggiata in piazza S. Marco n. 40. Nel 1942 si sposa con Bertold Kohen, già internato a Ferramonti.
Jakov Russo, di Israel e Regina Baruch, nato a Belgrado il 25 novembre 1878, coniugato con Johanna Haim. Professione: industriale. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato assieme alla moglie e al figlio Gingi. Internato a Crespano, alloggiato in piazza S. Marco n. 40.
Filippo Stajn, di Adolf e Geni Heks, nato a Stari Beschegne il 6 agosto 1898, di nazionalità serba, coniugato con Margit Benzioni. Professione: rappresentante di commercio. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato assieme alla moglie. Internato a Crespano, alloggiato in via Artigianato n. 13/a. Il 31 agosto 1943 viene ricoverato all’ospedale di Treviso. Alla fine della guerra si trasferisce negli Stati Uniti.
Rosalie Stein, di Isak e Beti Klein, nata a Wjfeherto (Croazia) il 19 luglio 1891, coniugata con Abraham Friedman. Professione casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato (Fiume) assieme al marito. Internata a Crespano e alloggiata in via S. Carlo n. 1, il 19 agosto 1942 viene trasferita a Sossano (Vicenza), dove si trova la figlia Bianca. Un’altra figlia, Flora, si trova internata a Cocconato (Asti). Si allontana dal comune di internamento il 27 ottobre 1943 e raggiunge la Svizzera.
Mimi Taitacak, di Samuel e Rascela Haim, nata a Belgrado il 13 marzo 1904, coniugata con Isak Issakovic. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato. Internata a Crespano, alloggiata in piazza S. Marco n. 40.
Follina
Sarina Altaraz, di Avram e Rachela Elazar, nata a Doboj (Bosnia) il 16 maggio 1909. Professione: maestra. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internata a Follina. Dopo l’armistizio viene nascosta da Clelia Caligiuri De Gregorio nella sua casa di Piavon. Nel luglio del 1944 si trasferisce a Lutrano, nel comune di Fontanelle, dove viene protetta dal parroco ed aiutata ancora dalla Caligiuri, che il 18 ottobre 1966 viene riconosciuta “Giusta tra le Nazioni” dallo Yad Vashem.
Lunoi Baruch, di Josef e Merjama Kajon, nato a Sarajevo il 10 gennaio 1915. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato a Follina.
Berta Kabiljo, di Leon e Donka Salom, nata a Byeglina il 3 novembre 1906. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internata a Follina assieme alla madre e ai fratelli Loni e Danko.
Bukica Kabiljo, di David e Flora Levi, nata a Sarajevo il 17 ottobre 1904, coniugata con Drago Kon. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internata a Follina assieme al marito e al figlio Milan.
Danko Kabiljo, di Leon e Donka Salom, nato a Sarajevo il 4 febbraio 1913. Professione: marinaio. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato a Follina assieme alla madre, alla sorella Berta e al fratello Loni.
David Kabiljo, di Mordehaj e Cipora Papo, nato a Sarajevo il 20 agosto 1880. Professione: commerciante. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato a Follina.
Loni Kabiljo, di Leon e Donka Salom, nato a Sarajevo l’8 febbraio 1915. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato a Follina assieme alla madre, alla sorella Berta e al fratello Danko.
Zeli Kabiljo, di David e Simha Atias, nato a Sanski Most (Bosnia) l’8 marzo 1922. Professione: impiegato. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato a Follina.
Drago Kon, di Lodovico e Gisella Schreiber, nato a Crkvenibok (Croazia) il 17 dicembre 1903, coniugato con Bukica Kabiljo. Professione: commerciante. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato a Follina assieme alla moglie e al figlio Milan.
Milan Kon, di Drago e Bukica Kabiljo, nato a Sunja (Croazia) il 29 marzo 1927. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato a Follina assieme ai genitori.
Erna Montilia, di Moisè e Simha Montilia, nata a Sarajevo il 10 giugno 1899, coniugata con Jacob Wasserstein. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato a Follina assieme al marito.
Donka Salom, di Daniel e Donka Israel, nata a Byeglina il 15 luglio 1880. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internata a Follina assieme ai figli Berta, Loni e Danko Kabiljo.
Jacob Wasserstein, di Pinkas e Sara Kamhi, nato a Sarajevo il 10 dicembre 1898, coniugato con Erna Montilia. Professione: orologiaio. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato a Follina assieme alla moglie.
Istrana
Debora Blank, di Pinkas e Rachel Cimanel, nata a Cholojów (Polonia) il 1° giugno 1883, coniugata con Tewel Linsen. Internata ad Istrana, viene arrestata dai carabinieri di Badoere assieme al marito il 28 gennaio 1944. Detenuta nelle carceri di Treviso, l’11 febbraio 1944 viene tradotta nel campo di Fossoli. Da qui viene poi deportata ad Auschwitz con il convoglio partito il 22 febbraio e giunto a destinazione il giorno 26. Viene uccisa il giorno stesso del suo arrivo al campo.
Tewel Linsen, di Simon e Amalia Lenz, nato a Sokal (Polonia) l’8 ottobre 1883, coniugato con Debora Blank. Internato ad Istrana, viene arrestato dai carabinieri di Badoere assieme alla moglie il 28 gennaio 1944. Detenuto nelle carceri di Treviso, l’11 febbraio 1944 viene tradotto nel campo di Fossoli. Da qui viene poi deportato ad Auschwitz con il convoglio partito il 22 febbraio e giunto a destinazione il giorno 26. Viene ucciso il giorno stesso del suo arrivo al campo.
Loria
Bianca Altaraz, di Giacomo e Ester Altaraz, nata a Belgrado il 2 settembre 1919, coniugata con Leon Konforty. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internata a Loria assieme al marito, ai suoceri Marco Konforty e Elli Vicenza e ai cognati Jesso e David Konforty.
David Konforty, di Marco e Elli Vicenza, nato a Belgrado il 6 giugno 1924. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato a Loria assieme ai genitori, ai fratelli Leon e Jesso e alla cognata Bianca Altaraz.
Jesso Konforty, di Marco e Elli Vicenza, nato a Nis (Serbia) il 12 marzo 1917. Professione: impiegato. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato a Loria assieme ai genitori, ai fratelli Leon e David e alla cognata Bianca Altaraz.
Leon Konforty, di Marco e Elli Vicenza, nato a Nis (Serbia) il 10 marzo 1912, coniugato con Bianca Altaraz. Professione: impiegato. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato a Loria assieme alla moglie, ai genitori e ai fratelli Jesso e David.
Marco Konforty, di Marcello e Lea Levi, nato a Leskovac (Serbia) il 17 ottobre 1874, coniugato con Elli Vicenza. Professione: commerciante. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato a Loria assieme alla moglie, ai figli Leon, Jesso e David e alla nuora Bianca Altaraz.
Elli Vicenza, di Leon e Rachele Konforty, nata a Nis (Serbia) il 15 maggio 1890, coniugata con Marco Konforty. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internata a Loria assieme al marito, ai figli Leon, Jesso e David e alla nuora Bianca Altaraz.
Mareno di Piave
Mosa Albahari, di Abram e Klara Atijas, nata a Belgrado il 20 febbraio 1925. Professione: studente. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941.
Lenka Altarac, di Meritz e Eldonia Kabiljo, nata a Sarajevo il 17 maggio 1936. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internata a Mareno assieme alla madre, alla sorella Simka e allo zio Haim Kabiljo.
Simka Altarac, di Meritz e Eldonia Kabiljo, nata a Sarajevo il 2 agosto 1939. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internata a Mareno assieme alla madre, alla sorella Lenka e allo zio Haim Kabiljo.
Benko Atijas, di Mihajl e Telvi Ventia, nato a Belgrado il 6 novembre 1902. Professione: impiegato. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941.
Gisella Bezner, di Emilio e Regina Vacht, nata a Pucac il 23 gennaio 1895, coniugata con Leon Fraier. Professione: casalinga. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internato a Mareno assieme al marito e al figlio Gdeon.
Magda Bucher, di Alessandro e Olga Allman, nata a Budapest il 19 novembre 1910. Professione: impiegata. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941.
Lenka Danon, di Salomon e Dona Altaraz, nata a Sarajevo l’8 marzo 1889. Professione: casalinga. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941.
Rosalia De Majo, di Giovanni e Sultana Levi, nata a Belgrado il 7 marzo 1912. Professione: casalinga. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internata a Mareno assieme al figlio Lili. In seguito si trasferisce a Cison di Valmarino dove è confinato il fratello Stephan De Majo.
Karl Ehrenfeund, di Rodolfo e Juliana Strauss, nato a Osijek (Croazia) il 16 agosto 1903. Professione: impiegato. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941.
Salomone Eschenazi, di Albert e Boema Alcalaz, nato a Sarajevo il 21 marzo 1906. Professione: commerciante. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941.
Alise Farchic, di Mosa e Ida Ikemberg, nato a Berlino l’8 ottobre 1919, coniugata con Marko Kohen. Professione: casalinga. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internata a Mareno assieme al marito e al cognato Visim Kohen.
Leon Fraier, di Lazar e Hana Fraier, nato Kolcnia il 18 novembre 1896, coniugato con Gisella Bezner. Professione: ingegnere. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internato a Mareno assieme alla moglie e al figlio Gdeon.
Gdeon Fraier, di Leon e Gisella Bezner, nato a Sarajevo il 23 agosto 1919. Professione: agronomo. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internato a Mareno assieme ai genitori.
Olga Fürst, di Ignac e Regina Engelman, nata a Osijek (Croazia) il 16 dicembre 1895. Professione: commerciante. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internata a Mareno assieme alla sorella Rosalia.
Rosalia Fürst, di Ignac e Regina Engelman, nata a Osijek (Croazia) il 31 luglio 1894. Professione: impiegata. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internata a Mareno assieme alla sorella Olga.
Ella Goldarbaiter, di Lindoviz e Giulia Hirschler, nata a Mehac (Bosnia) il 10 luglio 1887, coniugata con Ernst Kohn. Professione: casalinga. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internata a Mareno assieme al marito e alla figlia Caterina.
Vera Hirschl, di Ignac e Olga Ulman, nata a Zagabria il 14 ottobre 1919. Professione: cassiera. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941.
Eldonia Kabiljo, di Isak e Lea Papo, nata a Sarajevo il 10 gennaio 1912, coniugata con Meritz Altarac. Professione: sarta. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internata a Mareno assieme alle figlie Lenka e Simka Altarac e al fratello Haim. Nel marzo 1942 viene raggiunta anche dall’altro fratello Santo.
Haim Kabiljo, di Isak e Lea Papo, nato a Sarajevo il 7 novembre 1913. Professione: idraulico. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internato a Mareno assieme alla sorella Eldonia e alle nipoti Lenka e Simka Altarac. Nel marzo 1942 viene raggiunto anche dall’altro fratello Santo.
Olga Kabiljo, di Albert e Zimbula Kabiljo, nata a Sarajevo il 10 agosto 1889, coniugata con Jakob Koen. Professione: casalinga. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internata a Mareno assieme al marito e alle figlie Bukika, Regina, Flora e Klara.
Santo Kabiljo, di Isak e Lea Papo, nato a Sarajevo il 17 luglio 1915. Professione: barbiere. Tradotto da Fiume a Vicenza il 22 novembre 1941, viene confinato a Canove di Roana, ma l’11 marzo 1942 si trasferisce a Mareno dove sono internati la sorella Eldonia e il fratello Haim. In seguito chiede di tornare in provincia di Vicenza, a Lusiana, dove è internato il cugino Josef Ergas.
Marco Kalyuski, di Simba e Gorija Grunspan, nato a Akaki il 1° febbraio 1887, coniugato con Anna Kolin. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internata a Mareno assieme alla moglie.
Alfred Kaufer, di Aurelio e Rosalia Wietich, nato a Osijek (Croazia) il 15 gennaio 1899, coniugato con Caterina Prausnitzer. Professione: cuoco. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internato a Mareno assieme alla moglie. Il 22 novembre 1943 viene arrestato con lei a Conegliano e tradotto nella risiera di S. Sabba. Deportato da Trieste il 7 dicembre 1943, giunge ad Auschwitz quattro giorni dopo. S’ignorano data e luogo della morte.
Bukika Koen, di Jakob e Olga Kabiljo, nata Sarajevo il 23 gennaio 1908, coniugata con Riccardo Schoen. Professione: impiegata. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internata a Mareno assieme al marito, ai genitori e alla sorelle Regina, Flora e Klara.
Flora Koen, di Jakob e Olga Kabiljo, nata a Tuzla (Bosnia) il 21 gennaio 1921. Professione: sarta. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internata a Mareno assieme ai genitori e alle sorelle Bukika, Regina e Klara.
Jakob Koen, di Giuda e Rifka Koen, nato a Zvornik (Bosnia) il 18 luglio 1880, coniugato con Olga Kabiljo. Professione: commerciante. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internato a Mareno assieme alla moglie e alle figlie Bukika, Regina, Flora e Klara.
Klara Koen, di Jakob e Olga Kabiljo, nata a Tuzla (Bosnia) il 13 marzo 1924. Professione: studentessa. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internata a Mareno assieme ai genitori e alle sorelle Bukika, Regina e Flora.
Lazar Koen, di Jakob e Sofia Sucharifa, nato a Janovic (Bosnia) il 7 febbraio 1908. Professione: commerciante. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941. Dopo l’8 settembre viene aiutato a nascondersi e poi a fuggire dal parroco di Ramera. Alla fine della guerra si trasferisce in Palestina.
Regina Koen, di Jakob e Olga Kabiljo, nata a Tuzla (Bosnia) il 18 ottobre 1918. Professione: sarta. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internata a Mareno assieme ai genitori e alle sorelle Bukika, Flora e Klara.
Nissim Kohen, di Mosa e Giamila Ovadija, nato a Belgrado il 19 dicembre 1913. Professione: impiegato. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internato a Mareno assieme al fratello Marko, alla cognata Alise Farchic.
Marko Kohen, di Mosa e Giamila Ovadija, nato a Belgrado il 18 febbraio 1908, coniugato con Alise Farchic. Professione: commerciante. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internato a Mareno assieme alla moglie e al fratello Visim.
Caterina Kohn, di Ernst e Ella Goldarbaiter, nata a Korna (ora Slovacchia) il 10 novembre 1912. Professione: casalinga. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internata a Mareno assieme ai genitori.
Ernst Kohn, di Emanuele e Verona Goldfinger, nato a Krivaja (Bosnia) il 9 marzo 1881, coniugato con Ella Goldarbaiter. Professione: commerciante. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internato a Mareno assieme alla moglie e alla figlia Caterina.
Lili Kohn, di Andrea e Rosalia De Majo, nato a Belgrado il 5 maggio 1936. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internato a Mareno assieme alla madre. In seguito si trasferisce a Cison di Valmarino dove è confinato lo zio Stephan De Majo.
Anna Kolin, di Alessandro e Kaia Machstein, nata a Akaki il 23 luglio 1890, coniugata con Marco Kalyuski. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internata a Mareno assieme al marito.
Ruza Kraus, di Lodovico e Francesca Steh, nata a Zenica (Bosnia) il 1° gennaio 1904. Professione: casalinga. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941.
Sida Montiljo, di Moise e Rifka Pape, nata a Sarajevo il 9 giugno 1886. Professione: impiegata. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941.
Giamila Ovadija, di Mosa e Olga Azriel, nata a Belgrado il 15 giugno 1878. Professione: casalinga. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941.
Caterina Prausnitzer, di Kurt e Emma Freund, nata a Berlino il 15 maggio 1909, coniugata con Alfred Kaufer. Professione: artista. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internato a Mareno assieme al marito. Il 22 novembre 1943 viene arrestata con lui a Conegliano e tradotta nella risiera di S. Sabba. Deportata da Trieste il 7 dicembre 1943, giunge ad Auschwitz quattro giorni dopo. S’ignorano data e luogo della morte.
Franziska Rechnitzer, di Moritz e Rosa Stroh, nata a Brod (Bosnia) il 9 marzo 1876. Professione: casalinga. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941.
Arnold Saifman, di David, nato a Travnik (Bosnia) il 1° febbraio 1886, coniugato con Adele Schurz. Professione: commerciante. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internato a Mareno assieme alla moglie e alla figlia Elena.
Elena Saifman, di Arnold e Adele Schurz, nata a Travnik (Bosnia) il 25 novembre 1913. Professione: casalinga. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internata a Mareno assieme ai genitori.
Adele Schurz, di David, nata a Travnik (Bosnia) il 25 dicembre 1893, coniugata con Arnold Saifman. Professione: casalinga. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internata a Mareno assieme al marito e alla figlia Elena.
Riccardo Schoen, di Ugo e Giulia Krauss, nato a Osijek (Croazia) il 30 giugno 1897, coniugato con Bukika Koen. Professione: impiegato. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internato a Mareno assieme alla moglie.
Antun Sever, di Giuseppe e Giulia Gres, nato a Budapest il 24 agosto 1889. Professione: violinista. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941.
Montebelluna
Margherita Atlas, di Mosè e Henrietta Goldenberg, nata a Vienna il 25 agosto 1905 coniugata con Alfred Pressburger. Internata a Montebelluna, prende alloggio presso la famiglia di Angelo Bressan assieme al marito, alla figlia Gerda e ad altri tre internati. Dopo l’8 settembre si rifugia ad Alano, ma è costretta a ritornare a Montebelluna dove presumibilmente viene arrestata assieme al marito il 21 dicembre 1943 grazie ad una delazione. Detenuta nelle carceri di Treviso, l’11 febbraio 1944 viene tradotta nel campo di Fossoli e quindi deportata ad Auschwitz con il convoglio partito il 22 febbraio. S’ignorano data e luogo della morte.
Giulio Elsner, di Leopold, nato il 2 gennaio 1880, coniugato con Elisa Wertheimer. Internato a Montebelluna, prende alloggio presso la famiglia di Angelo Bressan assieme alla moglie e ad altri quattro internati. Dopo l’armistizio trova protezione presso la famiglia Camozzato, in via S. Anna, dove rimane con la moglie fino alla conclusione della guerra.
Francesco Koblitz, di Adolf e Sofia Heller, nato a Krnov (ora Repubblica Ceca) il 18 agosto 1885. Professione: industriale. Risiede a Montebelluna dal 1930 assieme alla moglie e alla figlia Lucia. Dopo l’entrata in guerra dell’Italia viene arrestato e poi costretto al domicilio coatto sempre a Montebelluna.
Lucia Koblitz, di Francesco, nata nel 1916. Risiede a Montebelluna dal 1930 assieme ai genitori. Dopo l’entrata in guerra dell’Italia è costretta al domicilio coatto sempre a Montebelluna.
Alfred Landsberg, di Augusto, nato il 9 luglio 1894. Internato a Montebelluna, si allontana dopo l’8 settembre per ignota destinazione.
Alfred Pressburger, di Leopold e Berta Paskes, nato a Vienna il 17 gennaio 1903, coniugato con Margherita Atlas. Professione: tappezziere. Internato a Montebelluna, prende alloggio presso la famiglia di Angelo Bressan assieme alla moglie, alla figlia Gerda e ad altri tre internati. Dopo l’8 settembre si rifugia ad Alano, ma è costretta a ritornare a Montebelluna dove presumibilmente viene arrestato assieme alla moglie il 21 dicembre 1943 grazie ad una delazione. Detenuto nelle carceri di Treviso, l’11 febbraio 1944 viene tradotto nel campo di Fossoli e quindi deportato ad Auschwitz con il convoglio partito il 22 febbraio. Gli viene assegnata la matricola n. 174540. Muore in località ignota il 14 aprile 1944.
Gerda Pressburger, di Alfred e Margherita Atlas, nata il 22 aprile 1934. Internata a Montebelluna, è ospitata presso la famiglia di Angelo Bressan assieme ai genitori e ad altri tre internati. Dopo l’8 settembre si rifugia temporaneamente con la sua famiglia ad Alano, ma scoperta è costretta a ritornare a Montebelluna dove i suoi genitori vengono arrestati il 21 dicembre 1943. Nascosta dal parroco di Montebelluna, mons. Daniele Bortoletto, riesce a sfuggire alla cattura. Viene accolta presso il locale orfanotrofio dove rimane fino al 7 marzo 1946 quando si trasferisce a Lisbona.
Walter Thiersfeld, di Enrico e Rosa Karpelesz, nato a Vienna il 17 giugno 1894. Internato a Montebelluna, prende alloggio presso la famiglia di Angelo Bressan assieme ad altri cinque internati. Dopo l’8 settembre si rifugia temporaneamente ad Alano assieme alla famiglia Pressburger. Costretto a ritornare a Montebelluna, viene arrestato il 21 dicembre 1943. Detenuto nelle carceri di Treviso, l’11 febbraio 1944 viene tradotto nel campo di Fossoli e quindi deportato ad Auschwitz con il convoglio partito il 22 febbraio. Gli viene assegnata la matricola n. 174556. Muore in località ignota il 30 aprile 1944.
Elisa Wertheimer, di Adolf, nata l’11 dicembre 1888, coniugata con Giulio Elsner. Internata a Montebelluna, prende alloggio presso la famiglia di Angelo Bressan assieme al marito e ad altri quattro internati. Dopo l’armistizio trova protezione presso la famiglia Camozzato, in via S. Anna, dove rimane con il marito fino alla conclusione della guerra.
Oderzo
Abraham Aladiem, di Isaac, nato il 20 aprile 1887.
Anna Fuhrman, di Adolf, nata il 27 dicembre 1908, coniugata Gaon.
Eugenio Fuhrman, di Samuel, nato il 10 maggio 1878.
Mosa Milan Gaon, di Isaac e Lenka Koen, nato a Pozarevac (Serbia) il 18 marzo 1902. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941.
Augusta Kliper, di Mihailo e Rosa Kauderer, nata a Wisnicz (Polonia) il 5 marzo 1893, coniugata con Jakob Weiss. Professione casalinga. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internata a Oderzo assieme ai figli Rosa, Miso e Samuel Weiss.
Giacomo Papo, di Santo, nato il 16 dicembre 1892.
Tilde Papo, di Jakob e Paola Stainer, nata a Sarajevo il 23 luglio 1925. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internato a Oderzo assieme alla madre.
Paola Stainer, di David e Augustina Heber, nata a Vilonge il 19 novembre 1892. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internato a Oderzo assieme alla figlia Tilde Papo.
Benjamin Urback, di Enrico e Sara Feldman, nato a Sernuz il 14 aprile 1923. Professione: studente. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941.
Miso Weiss, di Jakob e Augusta Kliper, nato a Sarajevo il 13 luglio 1927. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internato a Oderzo assieme alla madre e ai fratelli Rosa e Samuel.
Rosa Weiss, di Jakob e Augusta Kliper, nata a Sarajevo il 1° luglio 1925. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internato a Oderzo assieme alla madre e ai fratelli Miso e Samuel.
Samuel Weiss, di Jakob e Augusta Kliper, nato a Sarajevo il 7 maggio 1930. Arriva in Italia da Spalato il 30 novembre 1941 e viene internato a Oderzo assieme alla madre e ai fratelli Rosa e Miso.
Possagno
Israel Alfandary, di Mosè e Ester Adagna, nato a Sciabatz il 24 dicembre 1894. Professione: avvocato. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 e viene internato a Possagno assieme alla famiglia della sorella Yohana. Dopo l’armistizio si trasferisce per un breve periodo a Feltre, ma dopo qualche settimana ritorna a Possagno dove viene nascosto ed aiutato da Domenica De Biasio, Elvira Furlan e Ferdinando Isotton, tutti riconosciuti “Giusti tra le Nazioni” il 31 maggio 1990. Riesce a sfuggire al rastrellamento del Grappa del settembre 1944.
Yohana Alfandary, di Mosè e Ester Adagna, nata a Sciabatz il 22 dicembre 1901, coniugata con Raphael Garti. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 e viene internato a Possagno assieme al marito, ai figli Isaac e Moshe, e al fratello Israel. Dopo l’armistizio tutta la famiglia si trasferisce per un breve periodo a Feltre, ma nel dicembre 1943 ritorna a Possagno dove viene nascosta ed aiutata da Domenica De Biasio, Elvira Furlan e Ferdinando Isotton, tutti riconosciuti “Giusti tra le Nazioni” il 31 maggio 1990.
Albert Altaraz, di Mosè e Pepo Bea, nato a Sarajevo il 12 aprile 1890, coniugato con Esther Campos. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 e viene internato a Possagno assieme alla moglie. Professione: insegnante di pianoforte. Dopo l’armistizio si nasconde a S. Zenone degli Ezzelini presso la famiglia di Gaetano Tedesco e Remigia Bordignon. Dopo la guerra si trasferisce in Palestina.
Ernst Braun, di Josef e Gisella Perenz, nato a Mihava il 17 luglio 1914. Professione: commerciante. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 e viene internato a Possagno.
Esther Campos, di Jakov e Rachele Levi, nata a Sarajevo il 28 febbraio 1897, coniugata con Albert Altaraz. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 e viene internata a Possagno assieme al marito. Professione: insegnante di pianoforte. Dopo l’armistizio si nasconde a S. Zenone degli Ezzelini presso la famiglia di Gaetano Tedesco e Remigia Bordignon. Dopo la guerra si trasferisce in Palestina.
Dzamila Eli, di Leon e Rachele Konforty, nata a Nis (Serbia) il 6 giugno 1885. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 e viene internata a Possagno assieme alla figlia Luna Gabaj, al genero Josif Mayer e alle due nipoti Rebecca e Dzamila Mayer.
Luna Gabaj, di Josip e Dzamila Eli, nata a Belgrado il 9 settembre 1903, coniugata con Josif Mayer. Professione: modista. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 e viene internata a Possagno assieme al marito, alle figlie Rebecca e Dzamila e alla madre. Dopo l’armistizio rimane nascosta con la sua famiglia a S. Zenone degli Ezzelini presso l’abitazione di Bartolomeo Pietro Corner e Caterina Irene Pellizzari.
Isaac Garti, di Raphael e Yohana Alfandary, nato a Belgrado il 20 maggio 1929. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 e viene internato a Possagno assieme ai genitori, al fratello Moshe e allo zio Israel Alfandary. Dopo l’armistizio si trasferisce a Feltre, ma nel dicembre 1943 ritorna a Possagno dove la sua famiglia viene aiutata da Domenica De Biasio, Elvira Furlan e Ferdinando Isotton, tutti riconosciuti “Giusti tra le Nazioni” il 31 maggio 1990.
Moshe Garti, di Raphael e Yohana Alfandary, nato a Belgrado il 27 aprile 1933. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 e viene internato a Possagno assieme ai genitori, al fratello Ika e allo zio Israel Alfandary. Dopo l’armistizio si trasferisce a Feltre, ma nel dicembre 1943 ritorna a Possagno dove la sua famiglia viene aiutata da Domenica De Biasio, Elvira Furlan e Ferdinando Isotton, tutti riconosciuti “Giusti tra le Nazioni” il 31 maggio 1990.
Raphael Garti, di Isaac e Gioia De Mago, nato a Belgrado il 2 maggio 1900, coniugato con Yohana Alfandary. Professione: commerciante. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 e viene internato a Possagno assieme alla moglie, ai figli Isaac e Moshe, e al cognato Israel Alfandary. Dopo l’armistizio tutta la famiglia si trasferisce per un breve periodo a Feltre, ma nel dicembre 1943 ritorna a Possagno dove viene nascosta ed aiutata da Domenica De Biasio, Elvira Furlan e Ferdinando Isotton, tutti riconosciuti “Giusti tra le Nazioni” il 31 maggio 1990. Riesce a sfuggire al rastrellamento del Grappa del settembre 1944.
Rachele Gay, di Josif e Eli Gianila, nata a Belgrado il 15 dicembre 1906, coniugata con Zivko Tajtazakovic. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 e viene internata a Possagno assieme al marito e ai figli Azentila e Adjelko. Dopo l’armistizio rimane nascosta con la sua famiglia a S. Zenone degli Ezzelini presso l’abitazione di Bartolomeo Pietro Corner e Caterina Irene Pellizzari.
Abraham Gredinger, di Martin e Juliana Silberman, nato a Cracovia il 5 giugno 1908, coniugato con Paolina Schilkmann. Professione: impiegato. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 e viene internato a Possagno assieme alla moglie e al fratello Kalman. Dopo l’armistizio viene aiutato a nascondersi a S. Zenone degli Ezzelini presso la famiglia di Alfonso Gazzola e Pierina Lessio, dove trovano rifugio anche il fratello e Shlomo Rakower. Dopo la guerra si trasferisce prima in Brasile e poi a Sidney.
Kalman Gredinger, di Martin e Juliana Silberman, nato a Cracovia il 16 aprile 1904. Professione: impiegato. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 e viene internato a Possagno assieme al fratello Kalman e alla cognata Paolina Schilkmann. Dopo l’armistizio viene aiutato a nascondersi da Fausto Cunial e dal giovane partigiano Alessandro Bastianon, entrambi riconosciuti “Giusti tra le Nazioni” il 4 agosto 1997. Cunial lo accompagna poi a S. Zenone degli Ezzelini presso la famiglia di Alfonso Gazzola e Pierina Lessio, dove trova rifugio anche Shlomo Rakower. Dopo la guerra si trasferisce in Palestina.
Josif Mayer, di Moritz e di Rebecca Hain, nato a Belgrado il 17 febbraio 1899, coniugato con Luna Gabaj. Professione: elettromeccanico. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 e viene internato a Possagno assieme alla moglie, alle figlie Rebecca e Dzamila e alla suocera Dazmila Eli. Dopo l’armistizio rimane nascosto con la sua famiglia a S. Zenone degli Ezzelini presso l’abitazione di Bartolomeo Pietro Corner e Caterina Irene Pellizzari.
Rebecca Mayer, di Josif e Luna Gabaj, nata a Belgrado il 9 giugno 1926. Professione: corrispondente in lingue estere. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 e viene internata a Possagno assieme ai genitori e alla nonna Dazmila Eli. Dopo l’armistizio rimane nascosta con la sua famiglia a S. Zenone degli Ezzelini presso l’abitazione di Bartolomeo Pietro Corner e Caterina Irene Pellizzari.
Dzamila Mayer, di Josif e Luna Gabaj, nata a Belgrado il 2 febbraio 1929. Professione: ceramista. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 e viene internata a Possagno assieme ai genitori e alla nonna Dazmila Eli. Dopo l’armistizio rimane nascosta con la sua famiglia a S. Zenone degli Ezzelini presso l’abitazione di Bartolomeo Pietro Corner e Caterina Irene Pellizzari.
Shlomo Rakower, di Gustav e Rose Piller, nato a Cracovia il 26 ottobre 1904. Professione: impiegato. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 e viene internato a Possagno. Dopo l’armistizio viene aiutato a nascondersi da Fausto Cunial e dal giovane partigiano Alessandro Bastianon, entrambi riconosciuti “Giusti tra le Nazioni” il 4 agosto 1997. Cunial lo accompagna poi a S. Zenone degli Ezzelini presso la famiglia di Alfonso Gazzola e Pierina Lessio, dove trova rifugio anche Kalman Greidinger. Arrestato e condotto ad Asolo, viene liberato sempre grazie a Cunial che intercede presso le autorità. Dopo la guerra si trasferisce in Palestina.
Paolina Schilkmann, di Stanislao e Juliana Krsiesca, nata a Cracovia il 9 gennaio 1917, coniugata con Abraham Gredinger. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 e viene internata a Possagno assieme al marito. Dopo l’armistizio viene aiutata a nascondersi a Fonte presso la famiglia Facco. Dopo la guerra si trasferisce prima in Brasile e poi a Sidney.
Zivko Tajtazakovic, di Nissim e Zeni Suzzin, nato a Belgrado il 13 giugno 1904, coniugato con Rachele Gay. Professione: avvocato. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 e viene internato a Possagno assieme alla moglie e ai figli Gentile e Algelko. Dopo l’armistizio rimane nascosto con la sua famiglia a S. Zenone degli Ezzelini presso l’abitazione di Bartolomeo Pietro Corner e Caterina Irene Pellizzari.
Azentila Tajtazakovic, di Zivko e Rachele Gay, nato a Belgrado l’11 maggio 1932. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 e viene internato a Possagno assieme ai genitori e al fratello Adjelko. Dopo l’armistizio rimane nascosto con la sua famiglia a S. Zenone degli Ezzelini presso l’abitazione di Bartolomeo Pietro Corner e Caterina Irene Pellizzari.
Adjelko Tajtazakovic, di Nissim e Zeni Suzzin, nato a Belgrado il 4 gennaio 1936. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 e viene internato a Possagno assieme ai genitori e al fratello Azentila. Dopo l’armistizio rimane nascosto con la sua famiglia a S. Zenone degli Ezzelini presso l’abitazione di Bartolomeo Pietro Corner e Caterina Irene Pellizzari.
Tarzo
Mila Danon, di Lanko e Lea Leovic, nata a Travnik (Bosnia) il 13 giugno 1906, coniugata con Albert Suzin. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato assieme al marito e alla figlia Adele. Viene internata prima a Revine Lago, dove rimane pochi giorni, e poi a Tarzo, alloggiata in via Vittorio Emanuele n. 26. Tutta la famiglia si trasferisce a Mogliano Veneto il 5 ottobre 1942.
Siegfried Graf, di Jacob e Khatarina Schneider, nato a Vienna il 24 giugno 1866, coniugato con Emilia Bilauner. Arriva in Italia il 25 novembre 1941 da Spalato e viene internato nel vicentino, a Posina. Il 20 maggio 1942 per motivi di salute raggiunge Tarzo dove è internata con la sua famiglia la nipote Franziska Goldberg, poi trasferita a Castelfranco, alloggiato presso l’Albergo Venezia in via Roma n. 27. Muore presso l’ospedale di Vittorio Veneto il 15 ottobre 1942 e viene tumulato nel locale cimitero ebraico.
Hajim Hazan, di Jakov e Mazalta Kabiljo, nato a Sarajevo l’11 luglio 1906, coniugato con Rebecca Kajon. Professione: catechista. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato assieme alla moglie e al figlio Josef. Viene internato prima a Revine Lago, dove rimane pochi giorni, e poi a Tarzo, alloggiato in vicolo Ortazza n. 3. Dopo l’armistizio fugge verso l’Italia meridionale assieme alla sua famiglia, raggiunge Napoli e salpa per gli Stati Uniti con il gruppo di 982 profughi ebrei che, imbarcato sulla nave “Henry Gibbins”, il 5 agosto 1944 arriva al campo di Port Ontario.
Josef Hazan, di Hajim e Rebecca Kajon, nato a Sarajevo il 1° dicembre 1934. Professione: studente. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato assieme ai genitori. Viene internato prima a Revine Lago e poi a Tarzo, alloggiato in vicolo Ortazza n. 3. Dopo l’armistizio raggiunge Napoli con la sua famiglia e salpa per gli Stati Uniti sulla nave “Henry Gibbins”; il 5 agosto 1944 arriva al campo di Port Ontario.
Ernst Hein, di Joseph e Betty Adler, nato a Vienna il 4 agosto 1887, coniugato con Wilhelmina Fabik. Professione: giornalista. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato a Tarzo, alloggiato presso l’Albergo Venezia in via Roma n. 27.
Rebecca Kajon, di Simeon e Bianca Levi, nata a Sarajevo il 20 ottobre 1904, coniugata con Hajim Hazan. Professione: modista. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato assieme al marito e al figlio Josef. Viene internata prima a Revine Lago, dove rimane pochi giorni, e poi a Tarzo, alloggiata in vicolo Ortazza n. 3. Dopo l’armistizio raggiunge Napoli con la sua famiglia e salpa per gli Stati Uniti sulla nave “Henry Gibbins”; il 5 agosto 1944 arriva al campo di Port Ontario.
Leopold Krauss-Elka, di Friedrich e Wilhelmina Oestreicher, nato a Vienna il 4 marzo 1891, coniugato con Renee Becker. Professione: compositore e direttore d’orchestra. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato a Tarzo, alloggiato presso l’Albergo Venezia in via Roma n. 27. Been integrato con la popolazione locale, durante l’internamento tiene lezioni e compone musica sacra. Dopo l’armistizio fugge verso l’Italia meridionale e, passando per S. Marino e Teramo, raggiunge Sorrento. Muore a Vienna il 3 luglio 1964.
Ernst Polacek, di Moritz e Dora Larish, nato a Vienna il 17 luglio 1909. Professione: avvocato. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato a Tarzo, alloggiato presso l’Albergo Venezia in via Roma n. 27.
Robert Singer, di Leopold e Ermina Nasch, nato a Vienna il 12 aprile 1876, coniugato con Maria Johanna Suchan. Professione: commerciante. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato a Tarzo, alloggiato presso l’Albergo Venezia in via Roma n. 27. Dopo l’armistizio fugge verso l’Italia meridionale assieme alla famiglia Hazan, raggiunge Napoli e salpa per gli Stati Uniti con il gruppo di 982 profughi ebrei che, imbarcato sulla nave “Henry Gibbins”, il 5 agosto 1944 arriva al campo di Port Ontario.
Adele Suzin, di Albert e Mila Danon, nata a Sarajevo il 31 marzo 1933. Professione: studentessa. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato ai genitori, viene internata prima a Revine Lago, dove rimane pochi giorni, e poi a Tarzo, alloggiata in via Vittorio Emanuele n. 26. Tutta la famiglia si trasferisce a Mogliano Veneto il 5 ottobre 1942.
Albert Suzin, di Simeon e Matilda Levi, nato a Sofia il 15 maggio 1883, coniugato con Mila Danon. Professione: musicista. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato assieme alla moglie e alla figlia Adele. Viene internato prima a Revine Lago e dopo pochi giorni a Tarzo, alloggiato in via Vittorio Emanuele n. 26. Su sua richiesta, tutta la famiglia si trasferisce a Mogliano Veneto il 5 ottobre 1942.
Treviso
Ida Ascher, di Ignac, nata il 16 ottobre 1895, coniugata con Bela Salgo. Viene internata a Treviso assieme al marito e alla figlia Vera.
Nellj Bier, di Albert, nata l’8 agosto 1880, vedova Stanghel.
Elsa Blitz, di Federico, nata il 25 aprile 1891, coniugata con Riccardo Braun. Viene internata a Treviso assieme al marito.
Anita Braun, di Riccardo e Elsa Blitz, nata l’11 luglio 1912, coniugata con Milan Weber. Viene internata a Treviso assieme al marito.
Erika Braun, di Riccardo e Elsa Blitz, nata il 3 gennaio 1920, coniugata con Velim Schelesinger. Viene internata a Treviso assieme al marito.
Riccardo Braun, di Moritz, nato il 25 agosto 1881, coniugato con Elsa Blitz. Viene internato a Treviso assieme alla moglie.
Slavo Brenner, di Giuseppe, nato il 14 aprile 1907.
Milan Fürst, di Giulio, nato il 19 giugno 1879.
Milan Klaic, di Lodovico, nato il 4 aprile 1904.
Rosa Klein, di Rudolf, nata l’11 febbraio 1880, coniugata con Alessandro Kohn.
Alessandro Kohn, di Ziga, nato il 1° febbraio 1878, coniugato con Rosa Klein.
Leo Lam, di Salomon, nato il 12 agosto 1891.
Anna Langer, di Alfred, nata il 6 agosto 1910, coniugata con Enrico Seidler. Viene internata a Treviso assieme al marito e alla figlia Irma.
Eugenio Neumann, di Francesco, nato a Kadarkút (Ungheria) il 13 dicembre 1881, coniugato con Elena Weiss. Fuggito da Treviso dopo l’armistizio, il 14 febbraio 1944 viene catturato dai tedeschi a Fiume assieme alla moglie. Tradotti a S. Sabba, vengono deportati entrambi ad Auschwitz. Lui viene ucciso al suo arrivo al campo, di lei invece s’ignorano data e luogo della morte.
Tanja Novakovic, di Giuseppe, nata il 20 settembre 1923.
David Papo, di Menhaem e Ester Papo, nato a Sarajevo il 9 novembre 1909. Professione: impiegato. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato a Treviso. Qualche mese dopo viene trasferito nel campo di Ferramonti perché sorpreso a frequentare alcune ragazze del luogo.
Stejpan Peci, di Ludovico, nato il 3 luglio 1902, coniugato con Piroska Sidon. Viene internato a Treviso assieme alla moglie e al figlio Ljubomir.
Ljubomir Peci, di Stejpan e Piroska Sidon, nato il 10 agosto 1934. Viene internato a Treviso assieme ai genitori.
Ignac Penner, di Lazar, nato il 27 marzo 1887.
Drago Pinto, di Josif e Lama Eliao, nato a Turbe (Bosnia) il 3 dicembre 1925. Professione: studente. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato a Treviso. Qualche mese dopo viene trasferito nel campo di Ferramonti perché sorpreso a frequentare alcune ragazze del luogo.
Leon Pinto, di Jakov e Flora Atias, nato a Travnik (Bosnia) il 2 febbraio 1909. Professione: impiegato. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato a Treviso. Qualche mese dopo viene trasferito nel campo di Ferramonti perché sorpreso a frequentare alcune ragazze del luogo.
Bela Salgo, di Alessandro, nato il 20 febbraio 1886, coniugato con Ida Ascher. Viene internato a Treviso assieme alla moglie e alla figlia Vera.
Vera Salgo, di Bela e Ida Ascher, nata il 4 dicembre 1925. Viene internato a Treviso assieme ai genitori.
Velim Schlesinger, di Desiderio, nato il 5 agosto 1909, coniugato con Erika Braun. Viene internato a Treviso assieme alla moglie.
Isaac Schuldenfrei, di Abraham, nato il 14 marzo 1896.
Hilda Schwarz, di Enrico, nata il 21 aprile 1886, coniugata Fürst.
Robert Schwarz, di Enrico, nato a Krizevici (Jugoslavia) il 15(17).03.1894. Coniugato con Stanghel Vera. Profugo respinto alla frontiera provincia del Carnaro 08.09.1941. Si allontana il 26.10.1943. Segnalato tra gli internati ad Aprica.
Enrico Seidler, di Alfred, nato il 18 marzo 1907, coniugato con Anna Langer. Viene internato a Treviso assieme alla moglie e alla figlia Irma.
Irma Seidler, di Enrico e Anna Langer, nata il 1° agosto 1935. Viene internato a Treviso assieme ai genitori.
Piroska Sidon, di Ignac, nata il 1° maggio 1914, coniugata con Stejpan Peci. Viene internata a Treviso assieme al marito e al figlio Ljubomir.
Marco Sidon, di Ignac, nato il 31 dicembre 1911.
Stella Skopal, di Slavolinsk, nata il 18 luglio 1904.
Zdenko Felice Slavich, di Guglielmo, nato il 14 luglio 1891.
Vera Stanghel, di Alessandro, nata il 17.06.1903. Coniugata con Schwarz Robert. Si allontana il 26.10.1943. Segnalata tra gli internati ad Aprica.
Josif Tajtazac, di Leon e Margherita Koen, nato a Smederevo (Serbia) il 2 dicembre 1912. Professione: meccanico. Arriva in Italia il 30 novembre 1941 da Spalato e viene internato a Treviso. Qualche mese dopo viene trasferito nel campo di Ferramonti perché sorpreso a frequentare alcune ragazze del luogo.
Paolo Vary, internato a Treviso. Qualche mese dopo viene trasferito nel campo di Ferramonti perché sorpreso a frequentare alcune ragazze del luogo.
Milan Weber, di Sigmund, nato il 22 giugno 1902, coniugato con Anita Braun. Viene internato a Treviso assieme alla moglie.
Ernst Zeisel, di Giuseppe, nato il 18 maggio 1902.
Valdobbiadene
Erika Alles, di Randolf Pery e Alice Pollack, nata a Vienna il 20 luglio 1923. Professione: studentessa. Arriva in Italia nell’estate del 1941, proveniente da Zagabria, assieme alla madre. Internata a Valdobbiadene e alloggiata in via Mazzolini n. 31.
Herta Bergstein, di Rodolfo e Anna Mahner, nata a Saaz (Austria) il 2 settembre 1916, coniugata con Boris Blivajs. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 4 settembre 1941 proveniente da Zagabria assieme al marito. Viene internata a Valdobbiadene e alloggiata in Borgo Furo n. 8.
Boris Blivajs, di Albert e Danica Kastl, nato a Zagabria il 12 maggio 1913, coniugato con Herta Bergstein. Professione: ingegnere. Arriva in Italia il 4 settembre 1941 proveniente da Zagabria assieme alla moglie. Viene internato a Valdobbiadene e alloggiato in Borgo Furo n. 8.
Susanna Gabor, di Isidoro e Giuditta Ceisel, nata a Zombor (Ungheria, ora Slovacchia) il 22 novembre 1899, coniugata con Stefano Gombos. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 23 luglio 1941, proveniente da Lubiana, assieme al marito e alla figlia Klara. Viene internata a Valdobbiadene e alloggiata in via Garibaldi n. 41.
Klara Gombos, di Stefano e Susanna Gabor, nata a Zagabria il 18 febbraio 1924. Professione: studentessa. Arriva in Italia il 23 luglio 1941, proveniente da Zagabria, assieme ai genitori. Viene internata a Valdobbiadene e alloggiata in via Garibaldi n. 41.
Stefano Gombos, di Ignac e Hona Liebmann, nato a Zombor (Ungheria, ma ora Slovacchia) il 10 marzo 1895, coniugato con Susanna Gabor. Professione: architetto. Arriva in Italia il 23 luglio 1941, proveniente da Lubiana, assieme alla moglie e alla figlia Klara. Viene internato a Valdobbiadene e alloggiato in via Garibaldi n. 41.
Daroslav Heimer, di Andrea e Elsa Stern, nato a Hawrjlowka il 20 dicembre 1898, coniugato con Branka Iesenski. Professione: commerciante. Arriva in Italia il 14 maggio 1942, proveniente da Zagabria, assieme alla moglie. Viene internato a Valdobbiadene il successivo 17 giugno e alloggiato in via Mazzolini n. 33.
Dragutin Hirschl, di Samuel e Barbetta Piliscer, nato a Nivizad il 31 maggio 1884, coniugato con Margerita Kegel. Professione: ottico. Arriva in Italia il 4 ottobre 1941, proveniente da Zagabria, assieme alla moglie marito. Viene internato a Valdobbiadene e alloggiato in via Garibaldi n. 37.
Branka Iesenski, di Dragutin e Stefa Filipovic, nata a Zagabria il 13 luglio 1907, coniugata con Daroslav Heimer. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 14 maggio 1942, proveniente da Zagabria, assieme al marito. Viene internata a Valdobbiadene il successivo 17 giugno e alloggiata in via Mazzolini n. 33.
Miriana Ivkovic, di Jakob e Elvira Pick, nata a Osijek (Croazia) il 28 febbraio 1926. Professione: casalinga. Arriva in Italia nell’autunno del 1942, proveniente da Lubiana, assieme ai genitori. Internata a Valdobbiadene, è alloggiata in via Piva n. 48.
Jakob Ivkovic, di Adam e Maria Netel, nato a Fankovci il 26 giugno 1891, coniugato con Elvira Pick. Professione: casalinga. Arriva in Italia nell’autunno del 1942, proveniente da Lubiana, assieme alla moglie e alla figlia Miriana. Internato a Valdobbiadene, è alloggiato in via Piva n. 48.
Margerita Kegel, di Moritz e Mina Moser, nata a Novi Banovci (Serbia) il 26 giugno 1899, coniugata con Dragutin Hirschl. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 4 ottobre 1941, proveniente da Zagabria, assieme al marito. Viene internata a Valdobbiadene e alloggiata in via Garibaldi n. 37.
Branko Kresic, di Bernhard e Elisabetta Servas, nato a Podravska Slatina (Croazia) il 14 aprile 1919. Professione: impiegato. Arriva in Italia il 1° agosto 1941 proveniente da Stat Denovac. Viene internato a Valdobbiadene e alloggiato in via Garibaldi n. 6 assieme al padre.
Bernhard Kresic, di Moritz e Teresa Rechnicer, nato a Vocinu (Croazia) il 12 settembre 1883. Professione: industriale. Arriva in Italia il 1° agosto 1941 proveniente da Stat Denovac. Viene internato a Valdobbiadene e alloggiato in via Garibaldi n. 6 assieme al figlio Branko.
Max Leherer, di Leopold e Berta Rosenthal, nato a Iassj (Romania) il 10 maggio 1884, coniugato con Sofia Rabner. Professione: commerciante. Arriva in Italia il 16 agosto 1941, proveniente da Zagabria, assieme alla moglie. Viene internato a Valdobbiadene e alloggiato in Piazza Rosa n. 6.
Rifka Mussavia, di Heir e Sarafina Elazar, nata a Bielena il 1° dicembre 1906, coniugata con Otto Pollak. Professione: casalinga. Fa parte della comunità ebraica di Spalato, ma risiede a Lubiana. Arriva in Italia il 29 luglio 1941, proveniente da Zagabria, assieme al marito e alla figlia Rina. Viene internata a Valdobbiadene e alloggiata in via Mazzolini n. 17.
Elvira Pick, di Zuduvig e Sofia Sternberg, nata a Pakrac (Croazia) il 28 agosto 1897, coniugata con Jakob Ivkovic. Professione: casalinga. Arriva in Italia nell’autunno del 1942, proveniente da Lubiana, assieme al marito e alla figlia Miriana. Internata a Valdobbiadene, è alloggiata in via Piva n. 48.
Alice Pollack, di Emanuele e Teresa Bruli, nata a Badan (ora Slovacchia) il 17 luglio 1897. Arriva in Italia nell’estate del 1941, proveniente da Zagabria, assieme alla figlia Erika Alles. Internata a Valdobbiadene e alloggiata in via Mazzolini n. 31.
Otto Pollak, di Samuel e Johanna Schneid, nato il 21 gennaio 1899, croato, coniugato con Rifka Mussavia. Professione: avvocato. Arriva in Italia il 29 luglio 1941, proveniente da Zagabria, assieme al marito e alla figlia Rina. Viene internato a Valdobbiadene e alloggiato in via Mazzolini n. 17.
Rina Pollak, di Otto e Rifka Mussavia, nata a Zagabria l’11 gennaio 1938. Arriva in Italia il 29 luglio 1941, proveniente da Zagabria, assieme ai genitori. Viene internata a Valdobbiadene a partire dal 16 gennaio 1942 e alloggiata presso l’Albergo alla Torre.
Marta Quallbrunn, di Jacob e Rosa Brauner, nata a Vienna il 5 novembre 1899, coniugata con Otto Zwibach. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 9 luglio 1941 proveniente da Zagabria assieme al marito. Viene internata a Valdobbiadene e alloggiata in via Col de Roer n. 1.
Sofia Rabner, di Isaac e Paulina Abramovic, nata a Foscani (Romania) il 1° gennaio 1901, coniugata con Max Leherer. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 16 agosto 1941, proveniente da Zagabria, assieme al marito. Viene internata a Valdobbiadene e alloggiata in Piazza Rosa n. 6.
Margita Schwart, di Maximilian e Gisella Berger, nata a Volpovo l’11 agosto 1896, coniugata con Jeiljko Szoke. Professione: casalinga. Arriva in Italia l’8 ottobre 1941, proveniente da Zagabria. Viene internata a Valdobbiadene e alloggiata in via Mazzolini n. 17.
Gertrude Springer, di Sigmund e Franziska Munk, nata a Praga il 1° febbraio 1896, coniugata con Paolo Stein. Professione: casalinga. Arriva in Italia il 28 ottobre 1941 proveniente da Lubiana. Viene internata a Valdobbiadene e alloggiata in Borgo Furo n. 1 assieme al marito.
Paolo Stein, di Viteszlav e Johanna Ostereicher, nato a Dresda il 10 marzo 1892, coniugato con Gertrude Springer. Professione: chimico. Arriva in Italia il 28 ottobre 1941 proveniente da Lubiana. Viene internata a Valdobbiadene e alloggiata in Borgo Furo n. 1 assieme alla moglie.
Jeiljko Szoke, di Abraham e Caterina Schwart, nato a Harkan il 18 ottobre 1886, coniugato con Margita Schwart. Professione: ingegnere edile. Arriva in Italia l’8 agosto 1941, proveniente da Zagabria, assieme alle figlie Anna e Eva. Viene internato a Valdobbiadene e alloggiato in via Mazzolini n. 17.
Anna Szoke, di Jeiljko e Margita Schwart, nata a Budapest l’8 settembre 1922. Professione: studentessa. Arriva in Italia l’8 agosto 1941, proveniente da Zagabria, assieme al padre e alla sorella Eva. Viene internata a Valdobbiadene e alloggiata in via Mazzolini n. 17.
Eva Szoke, di Jeiljko e Margita Schwart, nata a Djvrdjcnovac il 27 aprile 1925. Professione: studentessa. Arriva in Italia l’8 agosto 1941, proveniente da Zagabria, assieme al padre e alla sorella Anna. Viene internata a Valdobbiadene e alloggiata in via Mazzolini n. 14.
Henrik Waisglas Hersz, di Pinkas e Gustava Koztowska, nato a Radoml il 28 novembre 1913. Professione: studente. Arriva in Italia il 25 gennaio 1942, proveniente da Zagabria. Viene internato a Valdobbiadene e alloggiato in via Cal Dritta n. 3.
Otto Zwibach, di William e Giulia Hor, nato a Brcko (Bosnia) il 12 agosto 1893, coniugato con Marta Quallbrunn. Professione: commerciante. Arriva in Italia il 9 luglio 1941 proveniente da Zagabria assieme alla moglie. Viene internato a Valdobbiadene e alloggiato in via Col de Roer n. 1.
Zero Branco
Samuel Cholobel, nato in Pomerania il 21 ottobre 1888, coniugato con Dorotea Gehermann. Professione: tagliatore di pelli. Giunge a Milano nel 1939 assieme alla moglie e al cognato Ernesto Gehermann, ma a causa della legislazione razziale fa richiesta di raggiungere la Palestina. Respinto dalle autorità inglesi, sbarca a Bengasi dove viene internato in un campo di concentramento. Tradotto nel campo di Ferramonti, ottiene il permesso di essere assegnato all’“internamento libero” e si trasferisce a Zero Branco, ospitato presso la famiglia di Secondo e Pasqua Maronilli. Trova impiego presso il pellicciaio trevigiano Domenico Locatelli, repubblicano e intimo di Guido Bergamo. Il 16 gennaio 1944 viene arrestato assieme alla moglie e al cognato. Non viene consegnato ai tedeschi ma condotto in questura e quindi presso le carceri giudiziarie di Treviso, da dove viene liberato il 23 gennaio grazie all’interessamento del Locatelli, che provvede anche a farlo nascondere con la moglie a Sant’Alberto di Zero Branco. Nel dopoguerra rimarrà a Treviso. È sepolto nel cimitero ebraico di Venezia.
 
Dorotea Gehermann, nata in Pomerania l’8 dicembre 1898, coniugata con Samuel Cholobel. Giunge a Milano nel 1939 assieme al marito e al fratello Ernst, ma a causa della legislazione razziale fa richiesta di raggiungere la Palestina. Respinta dalle autorità inglesi, sbarca a Bengasi. Durante la guerra viene trasferita a Ferramonti. Internata poi a Zero Branco, il 16 gennaio 1944 viene arrestata assieme al marito e al fratello. Non viene consegnata ai tedeschi ma condotta in questura e quindi presso le carceri giudiziarie di Treviso, da dove viene liberata il 23 gennaio grazie all’interessamento del repubblicano Domenico Locatelli, che provvede anche a farla nascondere con il marito a Sant’Alberto di Zero Branco. Nel dopoguerra rimarrà a Treviso. È sepolta nel cimitero ebraico di Venezia.
Ernst Gehermann, nato in Pomerania il 21 aprile 1907. Giunge a Milano nel 1939, assieme alla sorella Dorotea e al cognato Samuel Cholobel, ma a causa della legislazione razziale fa richiesta di raggiungere la Palestina. Respinto dalle autorità inglesi, sbarca a Bengasi. Durante la guerra viene trasferito a Ferramonti. Internato poi a Zero Branco, il 16 gennaio 1944 viene arrestato assieme al marito e al fratello. Non viene consegnato ai tedeschi ma condotto in questura e quindi presso le carceri giudiziarie di Treviso, da dove viene liberato il 23 febbraio grazie all’interessamento del repubblicano Domenico Locatelli, che provvede anche a farlo nascondere provvisoriamente a Montebelluna. Arrestato nuovamente dai carabinieri del luogo, il suo trasferimento a Fossoli viene impedito dall’intervento del medico Carlo Alberto Liberali che lo dichiara intrasportabile a causa del suo stato di salute. Trattenuto nelle carceri di Montebelluna fino alla Liberazione, avrà così salva la vita. Nel dopoguerra rimarrà a Treviso e poi si trasferirà definitivamente a Montebelluna. 

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