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Storie da Noventa Vicentina

 

 

Anche a Noventa si registrano aiuti e solidarietà nei confronti degli ebrei. Semplici cittadini, le suore dell’asilo infantile, l’ospedale civile, le scuole locali: ognuno ha fatto la sua parte in un altro importante capitolo della salvezza degli internati. La maggior parte delle informazioni sono rintracciabili nel libro “Ribelli per Amore” scritto da Angelina Peronato, testimone diretta dei fatti.

A capo delle iniziative di soccorso c’erano i partigiani locali che in bicicletta si spostavano tra Vicenza e Padova e chiesero la collaborazione degli abitanti di Noventa. Iniziò così la pericolosa missione delle suore e degli amici delle suore che cominciarono ad assistere gli ebrei fornendogli dei documenti falsi, facendoli risultare ariani.

Una delle ebree svolgeva mansioni di aiuto cuoca presso l’asilo di via Cesare Battisti dove venne protetta da Suor Fedora; due anziani signori, i  Korian, vennero ricoverati per la loro salute in ospedale; un’altra signora dai capelli rossi venne sfollata in campagna.

Nel frattempo giunsero molti ebrei, anche italiani, sfollati da città bombardate come Venezia, Ferrara e Udine. Da Mestre arrivò una famiglia che, dicendo di aver perso tutti documenti, ottenne dal Comune dei documenti regolari, con il coinvolgimento del segretario comunale e del commissario prefettizio. La famiglia visse tranquillamente a Noventa fino alla liberazione e addirittura la figlia frequentò le scuole medie, senza che nessuno si accorgesse del suo essere ebrea, nemmeno il preside, noto amico dei tedeschi.