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Campi di concentramento nel Veneto Campi per gli ebrei
Vo' Vecchio (PD)
Vo’ Vecchio, nel comune
di Vo’ Euganeo, è tristemente famoso per aver ospitato, nella villa
Venier, dal 3 dicembre 1943 alla metà di luglio del 1944, un “vero e
proprio campo di raccolta per gli ebrei del padovano e del rodigino, che
furono poi deportati ad Auschwitz: vi erano internate, al momento della
deportazione, 47 persone, ma si raggiunsero punte anche di 60- 70 unità.
Il parroco dell’epoca, don Giuseppe Rasia, scrisse un’importante testimonianza della vita nel campo (oggi conservata presso l’Archivio parrocchiale di Vo’ Vecchio): Il primo gruppo arrivò qui alle quattro pomeridiane del 3 dicembre 1943. Uomini e donne chiusi in una corriera sottochiave. Una signora anziana fu portata di peso fino al penultimo piano. Con loro arrivò anche un camion di paglia. Furono fatti dei sacconi e sistemati tutti per quella notte al piano terreno sul pavimento freddo ed umido. (…) Il comandante del campo era un commissario di pubblica sicurezza. Un brigadiere e quattro carabinieri formavano il corpo di guardia. Per poche settimane il commissario fu un uomo rigido, poi fu sostituito da un altro più umano e comprensivo. Ecco la descrizione dello smantellamento di villa Venier: Partirono con niente, portando solo quello che avevano addosso. Attorno alle cinque su due camion, uno per gli uomini e uno per le donne, alcune sedute, altre in piedi, uscirono dalla villa. All’appello mancava un uomo, era andato a Padova per curare i denti, tornò in tempo da essere deportato. L’ufficiale incaricato per l’operazione disse al comandante del campo: «Se costui non torna, lei prende il suo posto».
Lo stesso giorno, gli ebrei internati a Vo’ arrivarono a Padova sotto scorta tedesca. Le donne furono rinchiuse nel carcere dei Paolotti di via Belzoni, gli uomini nella casa di pena di piazza Castello. Ne uscirono, con ogni probabilità, la sera del 19 per essere portati a Trieste, alla Risiera di San Sabba, e poi ad Auschwitz. Quando i russi il 27 gennaio 1945 liberarono Auschwitz solo tre donne di Vo’ erano ancora vive: Bruna Namias, Ester Hammer Sabbadini e la figlia Silva. Emma e Anna Zevi di Este erano state invece eliminate fin dal loro arrivo (oggi le ricorda una lapide in marmo nel cimitero di Este).
Iscrizione collocata a Vo’ Vecchio, sul retro della villa Venier, il 17 luglio 2001. L’iscrizione riporta anche l’elenco degli ebrei detenuti nel campo di concentramento e poi deportati ad Auschwitz.
Dati riepilogativi: Apertura campo: 03 dicembre 1943 Chiusura campo: metà luglio 1944 Ebrei deportati dal campo: 47 Data partenza per Auschwitz: 31.07.1944 Numero convoglio: 33T Data arrivo ad Auschwitz: 03.08.1944 Ebrei sopravvissuti: 3 Percentuale sopravvissuti: 6,38%
Siti: http://www.dalrifugioallinganno.it/luoghi_memoria/luoghi%20italia_file/frame.htm (5^ e 7^ diapositiva).
Libri: - Selmin, Francesco (a cura di), Da Este ad Auschwitz : Storia degli Ebrei di Este e del campo di concentramento di Vo', Cooperativa “Giordano Bruno” Editrice, Este 1987. Ricerca coordinata da Francesco Selmin presso l’I.T.I.S. Euganeo di Este. - Selmin, Francesco, Verso Auschwitz, Cierre Edizioni, Sommacampagna (VR) 2006 - Brandes, Francesca (a cura di), Veneto. Itinerari ebraici. I luoghi, la storia, l’arte, Marsilio, Venezia 1995. Per Vo’ si vedano le pagine 182-183 da cui sono stati tratti i testi di questa sezione.
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