Archivio

 

Elenco Ebrei internati

 

Dati complessivi

 

La ricerca condotta dall'Associazione Lunanuova e da Paolo Tagini, attraverso il confronto dei dati disponibili
negli Archivi Statali di Roma e Vicenza,oltre che in quelli comunali, ha portato ai seguenti risultati:

 

 

 

 

 

 

 


 

(a) Gotlich Leone, sua moglie Beatrice Stankovich, Gotlich Reginaldo e sua moglie Herveg Elisabetta

 

(b) La famiglia Vais

(c) Armuth Edith
(d) Ruth Fenny
 

(e) Korian Halina e suo marito Tobolski Mario

 

(f) Kerzog


(g) Obersohn Fritz e Luigi; Rendelj Ivo.

 

 

 


 

 

 

 

 

(*) Ebrei di cui non si conosce la località d'internamento

Seidowski Sigfrid
di Elias e di Mensengru Regina, nato a Leipzig il 31/03/1910, commerciante, germanico.
Khis - Rosemberg Melena di Josif e di Horvat Maria, nata a Novisad il 07/12/1921, casalinga, ex jugoslava di origine croata.
Cszopp Bernardo  nato a Leopoli in Polonia il 18/08/1879, figlio di Wolf e Cszopp Fanny. Ultima residenza nota: Vicenza. Arrestato in Provincia di Vicenza il 20.12.1943 da italiani. Detenuto a Tonezza del Cimone. Deportato da
Verona il 30.01.1944 ad Auschwitz. Ucciso all'arrivo ad Auschwitz il
06.02.1944.
Buchsbaum Curt nato a Cheb in Cecoslovacchia il 06.06.1891 figlio di
Guglielmo e Weill Flora. Ultima residenza nota: Vicenza. Arrestato in
Provincia di Vicenza il *** da italiani. Detenuto a Tonezza del Cimone.
Deportato da Verona il 30.01.1944 ad Auschwitz. Deceduto in luogo ignoto
 in data ignota.
Lindner Edita
Lindner Elena
Kernel Biasio fu Giovanni
Schoren Maria fu Giacobbe

 

 

Precisazioni

A seguito delle ultime verifiche del 28 settembre 2006, è possibile chiarire la situazione riguardante i 9 casi dubbi segnalati nella tabella.
 
Arzignano
 
Le due coppie di coniugi Gotlich Leone e Beatrice Stankovich, Gotlich Reginaldo (fratello di Leone) e Elisabetta Herbeli  sono stati sicuramente internate ad Arzignano. Nell'Archivio di Stato non c'è una cartella che li riguarda direttamente, ma è possibile risalire ad alcuni dettagli riguardanti la loro permanenza ad Arzignano tramite la Corrispondenza Generale (Fondo Questura, Ebrei internati, busta 1).
Il 4 marzo del 1942 i quattro fecero pervenire alla Questura di Vicenza, tramite il Comune di Arzignano, una richiesta per potersi recare a Vicenza per acquisti che non era possibile fare ad Arzignano. In particolare chiesero di poter andare nel capoluogo o lunedì 9 o martedì 10 marzo.
 
Il 17 marzo del 1942 giunse una nuova richiesta. Questa volta furono le due signore, Beatrice ed Elisabetta, ad avanzare la richiesta per poter frequentare 1 volta alla settimana un corso di taglio privato, già iniziato il 27 gennaio del 1942 presso la Scuola Professionale in Via SS Apostoli. Il corso che aveva preso avvio il 1° dicembre del 1941, terminò il 31 maggio del 1942. Si teneva il martedì e  il venerdì dalle 14.30 alle 17.30.
 
Le due internate dichiararono che stavano frequentando il corso già tempo prima del trasferimento ad Arzignano.
 
Per il Comune di Arzignano è quindi possibile confermare il numero di 25 internati.
 
 
Lusiana
 
 
E' certa la presenza di Vais Pietro. La cartella di Vais Pietro (Fondo Questura, Ebrei internati, busta 4) comprende solo due documenti. Uno è dell'1 agosto del  1945 e proviene dall'Ente Assistenza Comunale di Bari dove Pietro era riuscito a fuggire dopo l'armistizio. Come era prassi all'epoca, l'ECA di Bari scriveva al comune di internamento, in questo caso Lusiana, per accertamenti sull periodo di domiciliazione coatta e sul sussidio ricevuto.
 
Il secondo documento è del 2 ottobre del 1945, inviato dai Carabinieri di Lusiana alla Questura di Vicenza a seguito di un'indagine disposta per poter rispondere all'ECA di Bari. L'internamento a Lusiana è durato dal 26 novembre del 1941 al 15 settembre del 1943. Il documento fa riferimento anche alla moglie e al figlio di Pietro, rispettivamente Stern Caterina e Vais Paolo, ponendoli a carico del marito per quanto riguarda il conseguimento del sussidio spettante nel dopoguerra a coloro che non potevano tornare immediatamente in patria. Si precisa, però, che la moglie e il figlio non erano stati internati con il capofamiglia a Lusiana. Se ne deduce che dei tre era presente solo Pietro.
 
Il numero degli internati del comune di Lusiana scende a 24.
 
Marostica
 
L'internata di cui non si avevano precise notizie era Armuth Edith. Edith doveva arrivare in Italia con lo zio Maurizio. Al momento della conferma per l'assegnazione all'internamento in un comune del vicentino, in un documento del 21 novembre 1941, è possibile leggere che veniva accordato il permesso a Maurizio, mentre si consigliava per Edith un ulteriore soggiorno a Sussak. In effetti poi sappiamo della presenza di Maurizio, mentre  Edith non compare più nella documentazione relativa a Marostica. E' probabile che il soggiorno prolungato sia diventato permanente o che Edith sia stata internata in un'altra provincia.
Il numero degli internati di Marostica scende a 29.
 
Montebello
 
Non risulta nessuna precisa informazione su Ruth Fenny a Montebello e quindi il numero degli internati scende a 14.  
 
Noventa Vicentina
 
Korian Halina e il marito Tobolski Mario stavano per arrivare a Noventa a seguito della richiesta del padre di Halina, Giuseppe Korian. Avevano avuto il nulla osta di Spalato (23 ottobre 1942) e del Ministero degli Interni (16 novembre 1942). Nel frattempo però la Questura di vicenza si pronunciò negativamente riguardo al loro arrivo  e la Prefettura di Spalato comunica al Ministero che la Questura di Vicenza, il 4 novembre, aveva dato parere negativo e quindi il trasferimento viene bloccato. I due avrebbero dovuto raggiungere il papà e la mamma di Halina ovvero Giuseppe e Stein Eva, così com'era già successo per l'altra figlia Irene e il marito Schwarz Otto. 
 
Per la storia di Giuseppe va aggiunto che, dopo l'armistizio, fu arrestato e tenuto, insieme alla moglie, nell'Ospedale di Noventa, a causa delle gravi condizioni di salute, già manifestate durante l'internamento. Il destino che li attendeva era certo: prima o poi sarebbero stati consegnati ai tedeschi. Al momento opportuno, però, i due coniugi scapparono dall'ospedale  insieme a Trieste Guido fu Giuseppe di 64 anni, inviato nell'ospedale di Noventa dal campo di Vo' Euganeo (Padova). Dopo la guerra i due Korian sono ancora a Noventa e lì Giuseppe muore il 20 ottobre del 1945. A quel punto la burocrazia precisa che il sussidio di capofamiglia (30 L) spettava ora alla moglie (prima prendeva 20 L).
 
Il numero degli internati di Noventa scende a 13.
 
Sandrigo
 
Kerzog Oscar era il cugino di Ella Azriel la quale chiese il  trasferimento di Kerzog Oscar il 12 luglio 1942.  Lo stesso Oscar fece domanda per raggiungere la cugina il 9 agosto 1942. Nessuna delle due domande fu accolta e quindi Oscar non arrivò mai a Sandrigo.
 
Il numero degli internati di Sandrigo scende a 24. 
 
Valli del Pasubio
 
I casi dubbi riguardavano Obersohn Fritz e Luigi oltre a Rendelj Ivo.
 
I telegrammi sulla ricerca degli ebrei fuggiti da Valli dopo l'armistizio, datati 4 dicembre 1943 e 13 dicembre 1943, riportano i loro nomi tra gli ebrei presenti a Valli e riceracti in tutte le province.
 
Per la precisione viene riportato il nome di Rendelj Ivo di 9 anni. Dai dati precedenti risultava l'anno di nascita, il 1934 e quindi i dati coincidono. Sul telegramma è inserito nella famiglia Rendelj subito dopo Rendelj Draga, ma Draga è la mamma di Milin Giovanni del '33 il cui nome manca nel telegramma. Ora Ivo o Ivan non è altro che l'italiano Giovanni. Può darsi che il figlio di Draga venisse chiamato ormai con il cognome della mamma, visto che del marito non ci sono tracce. E' possibile che si tratti della stessa persona. 
 
Per gli Obersohn sono sempre i due telegrammi che ci aiutano. Anche loro erano internati, anche se in realtà nei telegrammi sono segnalati Fritz di anni 30 e Lily di anni 31. Può darsi che il nome Luigi precedentemente riportato sia dovuto ad una svista o una errata ricopiatura. Le date di nascita di Miroslav Obersohn e della moglie Livia Stern coincidono con l'età di Fritz e Lily. In questo caso Fritz potrebbe essere Miroslav e Lily potrebbe essere Livia.
 
In tal modo il numero degli internati a Valli del Pasubio scende a 26.
 
Per quel che riguarda gli ebrei di cui non conosciamo il comune di internamento (si veda la voce "Altro" nella tabella), non ci sono documenti riguardanti Seidowski Sigfrid, Cszopp Bernardo, Buchsbaum Curt, Lindner Edita e Elena, Kernel Biasio e Schoren Maria. Si è potuto fare chiarezza solo  su Khis Rosemberg Melena. In realtà si tratta di Elena Kisch sposata con Rosemberg Alessandro e già segnalata tra gli internati di Posina. Figlia di Giuseppe e di Maria Horvat, nata a Novisad il 7 dicembre del 1921.
 
A questo punto ai 606 ebrei internati di cui abbiamo notizie certe, dobbiamo aggiungere 27 stranieri non ebrei e 68 ex jugoslavi. I 9 casi dubbi possono essere tolti dall'elenco. Restano, così, tra gli ebrei che non sono stati assegnatio a nessun comune non più 8, ma 7 persone (tolta Elena Kisch). Di questi 7, abbiamo notizie certe solo per Cszopp e Buchsbaum.
 
I nuovi dati generali sono i seguenti:
totale 613 ebrei (di cui 7 non assegnati a nessun comune di internamento) +
           27 stranieri +
           68 ex jugoslavi =
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         708 internati (precedentemente erano 718).
     

 


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