|
A seguito delle ultime
verifiche del 28 settembre 2006, è possibile chiarire la
situazione riguardante i 9 casi dubbi segnalati nella
tabella.
Arzignano
Le due coppie di coniugi Gotlich Leone
e Beatrice Stankovich, Gotlich Reginaldo (fratello di Leone)
e Elisabetta Herbeli sono stati sicuramente internate ad
Arzignano. Nell'Archivio di Stato non c'è una cartella che
li riguarda direttamente, ma è possibile risalire ad alcuni
dettagli riguardanti la loro permanenza ad Arzignano tramite
la Corrispondenza Generale (Fondo Questura, Ebrei internati,
busta 1).
Il 4 marzo del 1942 i quattro fecero
pervenire alla Questura di Vicenza, tramite il Comune di
Arzignano, una richiesta per potersi recare a Vicenza per
acquisti che non era possibile fare ad Arzignano. In
particolare chiesero di poter andare nel capoluogo o lunedì
9 o martedì 10 marzo.
Il 17 marzo del 1942 giunse una nuova
richiesta. Questa volta furono le due signore, Beatrice ed
Elisabetta, ad avanzare la richiesta per poter frequentare 1
volta alla settimana un corso di taglio privato, già
iniziato il 27 gennaio del 1942 presso la Scuola
Professionale in Via SS Apostoli. Il corso che aveva preso
avvio il 1° dicembre del 1941, terminò il 31 maggio del
1942. Si teneva il martedì e il venerdì dalle 14.30 alle
17.30.
Le due internate dichiararono che
stavano frequentando il corso già tempo prima del
trasferimento ad Arzignano.
Per il Comune di Arzignano è quindi
possibile confermare il numero di 25 internati.
Lusiana
E' certa la presenza di Vais Pietro.
La cartella di Vais Pietro (Fondo Questura, Ebrei internati,
busta 4) comprende solo due documenti. Uno è dell'1 agosto
del 1945 e proviene dall'Ente Assistenza Comunale di Bari
dove Pietro era riuscito a fuggire dopo l'armistizio. Come
era prassi all'epoca, l'ECA di Bari scriveva al comune di
internamento, in questo caso Lusiana, per accertamenti sull
periodo di domiciliazione coatta e sul sussidio ricevuto.
Il secondo documento è del 2 ottobre
del 1945, inviato dai Carabinieri di Lusiana alla Questura
di Vicenza a seguito di un'indagine disposta per poter
rispondere all'ECA di Bari. L'internamento a Lusiana è
durato dal 26 novembre del 1941 al 15 settembre del 1943. Il
documento fa riferimento anche alla moglie e al figlio di
Pietro, rispettivamente Stern Caterina e Vais Paolo,
ponendoli a carico del marito per quanto riguarda il
conseguimento del sussidio spettante nel dopoguerra a coloro
che non potevano tornare immediatamente in patria. Si
precisa, però, che la moglie e il figlio non erano stati
internati con il capofamiglia a Lusiana. Se ne deduce che
dei tre era presente solo Pietro.
Il numero degli internati del comune
di Lusiana scende a 24.
Marostica
L'internata di cui non si avevano
precise notizie era Armuth Edith. Edith doveva arrivare in
Italia con lo zio Maurizio. Al momento della conferma per
l'assegnazione all'internamento in un comune del vicentino,
in un documento del 21 novembre 1941, è possibile leggere
che veniva accordato il permesso a Maurizio, mentre si
consigliava per Edith un ulteriore soggiorno a Sussak. In
effetti poi sappiamo della presenza di Maurizio, mentre
Edith non compare più nella documentazione relativa a
Marostica. E' probabile che il soggiorno prolungato sia
diventato permanente o che Edith sia stata internata in
un'altra provincia.
Il numero degli internati di Marostica
scende a 29.
Montebello
Non risulta nessuna precisa
informazione su Ruth Fenny a Montebello e quindi il numero
degli internati scende a 14.
Noventa Vicentina
Korian Halina e il marito Tobolski
Mario stavano per arrivare a Noventa a seguito
della richiesta del padre di Halina, Giuseppe Korian.
Avevano avuto il nulla osta di Spalato (23 ottobre 1942) e
del Ministero degli Interni (16 novembre 1942). Nel
frattempo però la Questura di vicenza si pronunciò
negativamente riguardo al loro arrivo e la Prefettura di
Spalato comunica al Ministero che la Questura di Vicenza, il
4 novembre, aveva dato parere negativo e quindi il
trasferimento viene bloccato. I due avrebbero dovuto
raggiungere il papà e la mamma di Halina ovvero Giuseppe e
Stein Eva, così com'era già successo per l'altra figlia
Irene e il marito Schwarz Otto.
Per la storia di Giuseppe va aggiunto
che, dopo l'armistizio, fu arrestato e tenuto, insieme alla
moglie, nell'Ospedale di Noventa, a causa delle gravi
condizioni di salute, già manifestate durante
l'internamento. Il destino che li attendeva era certo: prima
o poi sarebbero stati consegnati ai tedeschi. Al momento
opportuno, però, i due coniugi scapparono dall'ospedale
insieme a Trieste Guido fu Giuseppe di 64 anni, inviato
nell'ospedale di Noventa dal campo di Vo' Euganeo (Padova).
Dopo la guerra i due Korian sono ancora a Noventa e lì
Giuseppe muore il 20 ottobre del 1945. A quel punto la
burocrazia precisa che il sussidio di capofamiglia (30 L)
spettava ora alla moglie (prima prendeva 20 L).
Il numero degli internati di Noventa
scende a 13.
Sandrigo
Kerzog Oscar era il cugino di Ella
Azriel la quale chiese il trasferimento di Kerzog Oscar il
12 luglio 1942. Lo stesso Oscar fece domanda per
raggiungere la cugina il 9 agosto 1942. Nessuna delle due
domande fu accolta e quindi Oscar non arrivò mai a Sandrigo.
Il numero degli internati di Sandrigo
scende a 24.
Valli del Pasubio
I casi dubbi riguardavano Obersohn
Fritz e Luigi oltre a Rendelj Ivo.
I telegrammi sulla ricerca degli ebrei
fuggiti da Valli dopo l'armistizio, datati 4 dicembre 1943 e
13 dicembre 1943, riportano i loro nomi tra gli
ebrei presenti a Valli e riceracti in tutte le province.
Per la precisione viene riportato il
nome di Rendelj Ivo di 9 anni. Dai dati precedenti
risultava l'anno di nascita, il 1934 e quindi i dati
coincidono. Sul telegramma è inserito nella famiglia Rendelj
subito dopo Rendelj Draga, ma Draga è la mamma di Milin
Giovanni del '33 il cui nome manca nel telegramma. Ora Ivo o
Ivan non è altro che l'italiano Giovanni. Può darsi che il
figlio di Draga venisse chiamato ormai con il cognome della
mamma, visto che del marito non ci sono tracce. E' possibile
che si tratti della stessa persona.
Per gli Obersohn sono sempre i
due telegrammi che ci aiutano. Anche loro erano internati,
anche se in realtà nei telegrammi sono segnalati Fritz di
anni 30 e Lily di anni 31. Può darsi che il nome Luigi
precedentemente riportato sia dovuto ad una svista o
una errata ricopiatura. Le date di nascita di Miroslav
Obersohn e della moglie Livia Stern coincidono con l'età di
Fritz e Lily. In questo caso Fritz potrebbe essere Miroslav
e Lily potrebbe essere Livia.
In tal modo il numero degli internati
a Valli del Pasubio scende a 26.
Per quel che riguarda gli ebrei di cui
non conosciamo il comune di internamento (si veda la voce
"Altro" nella tabella), non ci sono documenti riguardanti Seidowski
Sigfrid, Cszopp Bernardo, Buchsbaum Curt, Lindner Edita e
Elena, Kernel Biasio e Schoren Maria. Si è potuto fare
chiarezza solo su Khis Rosemberg Melena. In realtà si
tratta di Elena Kisch sposata con Rosemberg Alessandro e già
segnalata tra gli internati di Posina. Figlia di Giuseppe e
di Maria Horvat, nata a Novisad il 7 dicembre del 1921.
A questo punto ai 606 ebrei internati
di cui abbiamo notizie certe, dobbiamo aggiungere 27
stranieri non ebrei e 68 ex jugoslavi. I 9 casi dubbi
possono essere tolti dall'elenco. Restano, così, tra gli
ebrei che non sono stati assegnatio a nessun comune non più
8, ma 7 persone (tolta Elena Kisch). Di questi 7, abbiamo
notizie certe solo per Cszopp e Buchsbaum.
I nuovi dati generali sono i
seguenti:
totale 613 ebrei (di cui 7 non
assegnati a nessun comune di internamento) +
27 stranieri +
68 ex jugoslavi =
-----------------------
708 internati
(precedentemente erano 718).
|