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Inglesi
Valli del Pasubio
Dopo l’attacco giapponese su
Pearl Harbour, in conseguenza della dichiarazione di guerra agli
Stati Uniti d’America,
il Ministero dell’Interno si apprestò ad internare tutti i
civili statunitensi presenti nei territori italiani.
Uno di questi venne confinato nel comune di Valli del Pasubio:
si chiamava Gustav Kenneth Wood Triest. Nato a New York
il 20 ottobre 1895 da una famiglia di origine tedesca, il
cittadino americano, scrittore di mestiere, all’inizio dello
stato di guerra tra Italia e Stati Uniti, abitava da un anno nel
comune di Castelmuschio (Omišalj,
nell’isola di Veglia-Krk-)
nel quale si era stabilito dopo aver vissuto quattro anni ad
Abbazia (Opatija).
A Castelmuschio Gustav Kenneth non aveva nessuna occupazione e
da ultimo, si era ritrovato in ristrettezze economiche non
avendo potuto più ricevere alcun sussidio dal padre residente a
New York. Obbligato a trasferirsi in una località militarmente
poco importante, l’americano scelse di essere mandato a Vicenza
e così il 23 dicembre 1942 fu là inviato.
Le vicende personali
dell’internato non restano prive di curiosità. Le lettere
trasmesse al Ministero dell’Interno con le quali lo zio del
Kenneth cercò di farlo trasferire per motivi di salute in una
località più meridionale, ci informano del particolare episodio
di cui egli fu protagonista in gioventù. Germanofilo da sempre,
Gustav Kenneth durante la prima guerra mondiale si arruolò
nell’esercito inglese con la volontà di essere mandato sul
fronte occidentale ma di disertare alla prima occasione. A causa
della sua avventatezza, però, il piano immaginifico fallì e,
scoperto dagli inglesi, Kenneth rischiò di essere fucilato come
spia tedesca. Solo all’ultimo momento l’imprudente nipote fu
liberato grazie alla personale intercessione di un assai
illustre conoscente del padre: niente di meno che l’ex
Presidente degli Stati Uniti, Theodor Roosevelt. Durante il
periodo di internamento a Valli del Pasubio, nonostante la
povertà aggravasse il suo stato di salute soprattutto nei mesi
invernali (egli solo possedeva un vestito rovinato e un paio di
scarpe rotte non sufficienti a sopportare il clima rigido),
l’internato poté confortarsi con il buon animo degli abitanti e
la bellezza del luogo.
A Valli del Pasubio Gustav Kennet Wood Triest rimase fino al
luglio 1944 e cioè fino a quando fu arrestato dalle milizie
fasciste e deportato in Germania. Della sua fine ci dà qualche
particolare, Lino Brandellero, un giovane allora diciottenne di
Valli fermato, in quanto renitente alla leva, lo stesso giorno
(o poco dopo) del Kenneth:
“Quella sera presero me ed un
americano, anzi quest’ultimo era già lì alle scuole quando
arrivai io. Fui fortunato ad incontrare questo americano, che
parlava alla perfezione il tedesco. Era uno che abitava qui,
aveva sposato una tedesca, poi fummo prigionieri insieme e lui
ne uscì matto”.
Vicenza
Da Venezia era già giunta a Vicenza il 20 luglio
1940
Florence Rey Mann,
di Enrico e di Rey Vittoria, nata a Londra l’8 novembre 1870.
Residente nella città lagunare da alcuni anni, la predetta si
arrangiava prestando lezioni di lingue e vivendo di qualche
risparmio. La Prefettura veneziana il 3 luglio 1940, nonostante
l’età avanzata (nel novembre 1940 avrebbe compiuto infatti 70
anni), la ritenne un elemento «genericamente sospetto»
proponendola per l’internamento in una provincia dell’entroterra
veneto. In un primo tempo, tuttavia, fu concesso alla suddita
britannica di soggiornare nella abituale residenza «anche in
tempo di emergenza», finché, in adempimento delle disposizioni
riguardanti l’espulsione di stranieri dalle sedi di importanza
militare marittima, il 17 luglio fu definitivamente allontanata
da Venezia con foglio di via obbligatorio per Vicenza. Tre
giorni dopo Florece Rey Mann si presentò regolarmente alla
locale Questura e successivamente prese dimora a Vicenza in via
Alessandro Rossi n° 1.
Lonigo
Religiosi maltesi
-
Bouchatziar (Buchagiar) Giovanni di Rodolfo
(greco) e Maria Monelli, nato ad Atene il 20/01/1923. Religioso.
A Lonigo dal 21/12/1940
-
Cachia Emanuele di Alberto e fu Cutajar
Giovanna, nato a Malta il 19/12/1918. Religioso.
-
Cauchi Filippo di Carmelo, trasferito.
Religioso.
-
Eminyan Maurizio di Pasquale e Maria
Camilleri, nato a Malta il 30/04/1922. Studente, religioso.
Presso Seminario Missioni Estere Casa dei Gesuiti a Lonigo.
-
Fenech Salvatore di Angelo, trasferitosi a
Galloro (Roma) il 22/12/1942. Religioso.
-
Gatt Carmelo di Emanuele e Rosina Darmanin,
nato a Malta il 28/10/1922. Religioso.
-
Vella Antonio di Andrea, trasferito.
Religioso.
-
Wirth Edoardo di Paolo. Poi a Cuneo. Religioso.
-
Wirth Francesco Giovanni di
Francesco e Dinghi Carnava Elena, nato a Malta il 21/12/1921.
Suddito inglese. Religioso. Poi a Gallarate. In vacanza a Trento
dal 18/07 al 22/08 1942 con Emnyan, Gatt Carmelo e Bouchatziar.
-
Wirth Vittorio Antonio, fratello di
F. Giov., nato a Malta il 13/06/1924. Religioso.
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Ex jugoslavi
Il 7 giugno 1942
pervenne a Vicenza un primo gruppo di civili. Essi erano 16
sloveni inviati direttamente dalla Federazione dei Fasci di
Combattimento di Lubiana a quella di Vicenza in quanto avevano
richiesto la protezione italiana. Questo gruppo composto da 7
uomini, 5 donne e 4 bambini, per la metà era formato da un unico
nucleo famigliare, quello dei Salakovic. Non sappiamo dove e per
quanto tempo essi risedettero nella provincia: certo è che 3
fecero presto ritorno nei luoghi di provenienza mentre alcuni si
fermarono a Vicenza presso l’Albergo “La Vigna” poiché la
Federazione dei Fasci del Capoluogo berico ricevette da tale
Albergo la ricevuta di pagamento per il vitto e l’alloggio dato
a 8 «ex jugoslavi» tra il 1° e il 5 novembre 1942.
Tranne di uno, non
si conoscono i nomi degli appartenenti al secondo gruppo di
29 sloveni sfollati da Lubiana e giunti a Vicenza il 31
agosto 1942, né si conosce il luogo dove vennero internati.
Sappiamo però che essi, desiderosi di affermare la loro lealtà
al fascismo, o forse semplicemente per “chiarificare” la loro
posizione di “internati-profughi-sfollati-protetti” ma,
comunque, (come si definirono) di “perseguitati”, attraverso il
loro capogruppo, inviarono il 1° settembre 1942 a Mussolini un
messaggio di dedizione:
«Duce, Duce nostro il gruppo dei
Perseguitati della Provincia di Lubiana assegnati a Vicenza, Vi
pregano di voler ricevere le espressioni della loro profonda
riconoscenza e fedeltà. Fto. Molek Giuseppe Capogruppo»
Dall’Alto
Commissariato di Lubiana fu previsto l’arrivo di altri 27
sloveni «internati» a scopo protettivo ma, mancando ulteriori
segnalazioni della Prefettura di Vicenza, è poco comprensibile
se ciò è effettivamente avvenuto.
Invece non ci sono
dubbi sui «congiunti dei ribelli» -per lo più donne e
bambini- arrivati dalla Provincia di Fiume nel giugno ‘42. Di
loro si conoscono sia i nomi sia i comuni vicentini nei quali
vennero suddivisi: due famiglie (tot. 8 persone) furono
internate nel comune di Nove, una famiglia assieme ad un singolo
(tot. 6 persone) nel comune di Trissino e, infine tre famiglie
(tot. 9 persone) nel comune di Chiampo. Tutti furono ammessi a
fruire del trattamento economico previsto per gli internati
politici e, per quanto riguarda la sorveglianza, furono
sottoposti al sistema dell’ammonizione.
Nove
-
Scherl Antonio, di Giuseppe e di Gril Maria, nato
a Castel Jablaniza il 28 aprile 1893, possidente, residente a
Bitigne;
-
Scherl Antonio, di Antonio e di Decleva Maria
Luigia, nato a Bitigne di Sotto nel 1929, scolaro;
-
Scherl Luigia, di Antonio e di Decleva Maria
Luigia, nata a Bitigne di Sotto nel 1930, scolara;
-
Scherl Giuseppe, di Antonio e di Decleva Maria
Luigia, nato a Bitigne di Sotto nel 1936.
-
Valencio Andrea, di Luca e di Rebec Marianna, nato
a Ratecevo in Monte l’8 febbraio 1864, contadino, residente a
Ratecevo;
-
Valencio Antonia, di Andrea e di Barbic
Giuseppina, nata a Ratecevo in Monte il 10 gennaio1903,
casalinga;
-
Valencio Giovanna, di Andrea e di Barbic
Giuseppina, nata a Ratecevo in Monte il 14 novembre 1914,
casalinga;
-
Valencio Maria, di Andrea e di Barbic Giuseppina,
nata a Ratecevo in Monte l’ 11 agosto 1912, impiegata.
Trissino
-
Pezman Frank Giovanna, vedova Pezman, di Giuseppe
e di Macne Maria, nata a Castelnuovo d’Istria il 31 gennaio
1904, residente a Smero;
-
Pezman Romana, di Giacomo e di Frank Maria, nata a
Smero il 31 gennaio 1931, scolara;
-
Pezman Floriana, di Giacomo e di Frank Maria, nata
a Smero il 22 febbraio 1932;
-
Pezman Giovanni, di Giacomo e di Frank Maria, nata
a Smero il 31 dicembre 1934, scolaro;
-
Pezman Antonia, di Giacomino e di Frank Maria,
nata a Smero l’8 dicembre 1900.
Insieme ai Pezman fu internato a
Trissino Kernel Biagio, di Giovanni e di Kernel Marianna
di anni 63.
Chiampo
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Note:
La miseria nella quale versava l’internato lo indusse a
richiedere alla Prefettura di Vicenza il trasferimento in un
campo di concentramento dove pensava di ottenere maggior
assistenza, poi, l’invio di nuovi capi di vestiario e di
biancheria. Mentre alla prima richiesta non seguirono
risposte positive, alla seconda la Prefettura diede parere
favorevole. Ivi, «Telegramma dalla Regia Prefettura di
Vicenza al Ministero dell’Interno, 25 febbraio 1942 ore 8»
e «Regia Prefettura di Vicenza al Ministero dell’Interno,
15 giugno 1942».
Così, nel maggio 1942, scrisse la figlia del Kenneth al
padre internato: «[…]Sono felice che stai bene e che la
gente è così buona. Il paese come lo descrivi, mi pare mio
sogno per le vacanze[…]». La Lettera è tradotta dal tedesco.
Ivi, «Traduzione. Berlino 29 maggio 1942».
La testimonianza di Lino Brandellero, classe 1926, è
riportata nell’opera di Paolo Savegnago e Luca Valente,
Il mistero della Missione giapponese. Valli del Pasubio,
giugno 1944: la soluzione di uno degli episodi più
enigmatici della guerra nell’Italia occupata dai tedeschi,
Cierre, Verona 2005, p. 362.
SPD CO, n° 210.279 «Appunto per il Duce, Roma 26
settembre 1942». |